Buongiorno! Oggi lunedì, Santa Francesca Romana. Un nome oppure un cognome (fate voi), tramandato nel tempo secondo usanze, modi di fare, di pensare, soprattutto in trattoria e al ristorante! Oddio, non è molto gentile e nemmeno molto signorile utilizzare questo metodo, soprattutto se in comitiva o in compagnia c’è una donna e magari solo perché la signora o signorina è di Roma.
«Il conto!… Alla romana!».
È un modo di dire come tanti. Abbiamo tanti modi di dire, e a me alcuni fanno letteralmente impazzire: «il conto alla romana», «la mortadella tagliata alla barese», «la pasta al dente», «la musica ad orecchio», «sto con la schiena aperta», «ad occhio e croce», «a parte civile», «mangiando mangiando viene l’appetito», «come una cosa e l’altra».
Poi c’è una frase che può chiudere un concetto o un ragionamento intero, ed è «mi sento di fottere!» Ecco tradurre una frase come questa espressione è rischioso, perché si presta a ben due significati. Il primo, «Mi fa rabbia», il secondo, «Mi viene voglia di fare sesso».
Come vedete le intenzioni cambiano, i significati, le traduzioni a seconda della cultura del posto. A Bari, per esempio, l’avocado non è un frutto esotico, bensì un legale sudamericano. E poi potrei continuare all’infinito, ad esempio: una canadese è una signora a forma di tenda? e gli occhiali da sole hanno bisogno di compagnia? E le tende da sole? Bari gode di espressioni come queste perché la saggezza e i colori della nostra lingua sono infiniti. Tipo, «come dice il proverbio can che abbaia non dorme!»
E se volete ancora degli esempi, l’analista è una persona che prende per il culo? E quindi tanto per chiarire: «sarò breve e circonciso».
«Io continuo ad essere nell’occhio del ciclope» l’ho sentito dire da un comico barese. E spero che questa frase gli serva da «monitor».
Poi, se rovisto nei ricordi trovo che ad esempio che sentii dire che il teatro Petruzzelli fu un incendio «doloroso»! E ancora che tre assessori sono «entrambi» ladri; c’era poi chi diceva di aver regalato alla sua metà uno «zafferano impestato di diamanti»!
Vabbè, lasciamo stare dopotutto Bari non è così cattiva da mettere in evidenza soltanto l’ignoranza che in percentuale la affligge; ci sono anche delle cose belle! Ci sono ad esempio dei personaggi diventati popolare popolari, grazie a metodi facili e di popolarità artificiale!
Detto questo è giustificato pensare che ogni successo raggiunto da un barese è una spada nel cuore di un altro barese. Ogni sconfitta dell’uno è il risultato dell’attività dell’altro.
Ieri si è celebrata la festa della donna. Che cos’è una tradizione? Ogni anno l’8 marzo vedo organizzare festeggiamenti rigorosamente in pizzeria, ingaggiare un imbecille che fa lo spogliarello e fare così festa.
Oggi, lunedì 9 marzo è già passato tutto. Santa Francesca Romana, due nomi femminili, Francesca e Romana. Anche qui molti approfitteranno di festeggiamenti fino a stasera, ma domani sarà già passato tutto. Domani è San Simplicio a cui faccio tanti auguri.
Sembra un sacrilegio non avere una festa dell’uomo. Perché questo? Mi chiedo perché l’uomo debba essere maltrattato? Ve lo dico io: perché la donna è una cosa strepitosa, comunque si chiami. La donna andrebbe festeggiata ogni giorno, anche perché senza di lei molti non ci sarebbero.
Se non ci fosse stata la mamma di Sal da Vinci, Sanremo chi l’avrebbe vinto?
Vito Leccese lo avremmo avuto? Oddio anche la mamma di Trump è responsabile di tante cose! Se facciamo un elenco di mamme non finiremo più. Comunque, lo ripeto, la donna è straordinaria ed è sempre bella. C’è qualche eccezione, però oggi come oggi con la bellezza intelligente si può fare tutto.
Bene, adesso vi devo lasciare perché sto partendo per Casablanca. Ci vediamo lunedì 16 marzo.
Ieri si è celebrata la festa della donna. Che cos’è una tradizione? Ogni anno l’8 marzo vedo organizzare festeggiamenti rigorosamente in pizzeria, ingaggiare un imbecille che fa lo spogliarello e fare così festa
Lunedì 09 Marzo 2026, 14:00
Biografia:
Che ci fa Gianni Ciardo sulle pagine Gazzetta? È presto detto. Il noto comico di Bari ogni lunedì scrive sul nostro quotidiano i suoi pensieri in libertà. Ecco a voi le «Ciarderie» commenti semi seri su attualità, cultura e dintorni con la solita verve che contraddistingue l'attore che della baresità è il porta bandiera.
Gianni Ciardo
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