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Il 21 marzo di duecento anni addietro nasceva a Presicce – e lì sarebbe morto a 76 anni il 3 luglio 1891 - Giacomo Arditi, storico, economista, scrittore, insigne archeologo, discendente da una delle più note famiglie della nobiltà cui la provincia di Terra d’Otranto faceva capo, autore non solo della “Corografia fisica e storica della Provincia di Terra d'Otranto ”, ma anche de “La Leuca Salentina”, libri sui quali si sono formati diversi storici salentini.

«L’opera è frutto di molte e pazienti ricerche, di buona critica e di lunghe fatiche. E noi speriamo che sarà accolto con singolar favore non solo in quella provincia, ma in tutta l’Italia: e che altrove ispirerà il desiderio di fare altrettanto per altre province italiane».

Così i padri scrittori de “La Civiltà Cattolica” segnalarono la “Corografia” di Giacomo Arditi (Anno 36, serie XII, vol. XII, quaderno 847, p. 88) nel numero del 3 ottobre 1885. Allora la rivista dei gesuiti italiani si stampava a Firenze, “presso Luigi Manuelli, libraio presso S. Maria del Campo” ed in provincia di Firenze, del resto, a Prato esattamente, qualche anno prima era uscito l’altro studio di Arditi su “La terra e le sovraimposte municipali nel regno d’Italia”. Quelle 24 pagine in 8° stampate dalla tipografia Giachetti figlio e C, tuttavia, a differenza della “Corografia” furono inserite tra le “opere ricevute” ed i Padri scrittori non andarono oltre.

Per la “Corografia”, però... Andò decisamente meglio. Piacque quell’opera e quel giudizio lusinghiero riportato avanti dice che la «Corografia» riscosse consensi soprattutto per il metodo di ricerca e la stesura, tanto da farne un esempio da essere seguito altrove. Quel giudizio, era la degna conclusione delle osservazioni del Collegio degli studiosi gesuiti. «Con questa “Corografia”, il chiarissimo cav. Giacomo Arditi si è proposto di dare una piena e minuta descrizione della Provincia di Otranto – si scrisse preliminarmente -, e una storia delle sue vicende, dai tempi antichi (in quanto era possibile ottenerla) sino ai tempi moderni».

E dopo aver espresso il giudizio sulla completezza della ricerca, si aggiunse: «Egli ha divisata tutta l’opera nel modo seguente. Ha prescelto l’ordine alfabetico – scrissero ancora - perché il più comodo alle ricerche. Ogni paese – si spiegò - ha un articolo proprio che viene diviso in due parti, l’una relativa al suo stato presente, l’altra all’antico».

E ancora: «La prima dà notizie topografiche, geografiche, politiche, commerciali, agricole, industriali ed altre simiglianti del luogo: la seconda contiene un cenno storico in cui si narrano succintamente le vicende civili, politiche, militari, religiose ecc. cui è stato soggetto il paese dai tempi più remoti insino a noi; e ricorda gli uomini più insigni che vi fiorirono».

Insomma pagine ben scritte e soprattutto documentate, quelle scritte e pubblicate dal cavalier Arditi: pagine che valgono ancora tanto nel mondo della cultura locale e valgono ancor di più sul mercato delle librerie antiquarie.

La sua “Corografia” è introvabile. La “Libreria del castello” di Solopaca ha proposto una prima edizione di “Leuca” (Bologna 1875) per 100 euro, mentre la “Libreria Coenobium” di Asti propone la seconda edizione (Laterza 1905) per 160 euro ed infine lo “Studio bibliografico Scriptorium” di Mantova propone la prima edizione a 179 euro. Altri titoli, nemmeno a parlarne, quasi a dire: «Chi ha un Arditi in casa, lo tenga ben conservato».

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