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la lettera

Scazzi, zio Michele scrive alla mamma di Sarah: perdonami l'ho uccisa io

«Sono stato io. Tua sorella Cosima e Sabrina sono innocenti! Lo capiresti subito se le vai a trovare! Non dare retta agli avvocati bugiardi!»

Sarah, processo per calunnia e diffamazione: depone Giletti

Michele Misseri, zio di Sarah

TARANTO - «Il Re è nudo, mi devi credere Concetta». Le lettere di Michele Misseri - il contadino di Avetrana rinchiuso dal 21 febbraio 2017 nel carcere di Lecce per scontare la pena definitiva a 8 anni di reclusione per l’occultamento del cadavere della nipote Sarah Scazzi - da tempo costituiscono ormai un genere letterario. «Il re è nudo» è una celebre frase della fiaba «I vestiti nuovi dell’imperatore» di Hans Christian Andersen e chissà con quanta consapevolezza Michele Misseri ha utilizzato la nota allegoria.

Nella fase delle indagini preliminari, quando il tutto e il suo contrario avevano spesso livelli di probabilità equivalenti, proprio con le lettere inviate alla figlia Sabrina e alla moglie Cosima - condannate all’ergastolo per l’omicidio della 15enne - Misseri cercò di cambiare verso ad una pista investigativa che prima sposò le sue confessioni, rese nella notte buia e tumultuosa tra il 7 e l’8 ottobre del 2010 quando fece ritrovare il cadavere di Sarah in un pozzo di contrada Mosca, e poi le abbandonò, facendone rigorosamente a meno.

Ora Michele Misseri ha ripreso la penna in mano per scrivere a sua cognata Concetta, la mamma di Sarah. Una lettera di una pagina, come la Gazzetta è in grado di rivelare, nella quale il contadino non solo, come ha fatto chissà quante volte e non solo per via epistolare ma anche se non soprattutto nei programmi televisivi targati Mediaset, si addossa la responsabilità di un delitto al quale secondo tre corti (assise, assise d’appello, Cassazione) non ha nemmeno assistito, ma per invitare Concetta ad andare nel carcere di Taranto a fare visita a Cosima e Sabrina che malgrado la triplice condanna all’ergastolo non perdono occasione per protestare la loro innocenza.

«Cara Concetta, perdonami, perdonami, perdonami, perdonami, perdonami per quello che io ho fatto a Sarah» scrive Michele. «Sono stato io. Tua sorella Cosima e Sabrina sono innocenti! Lo capiresti subito se le vai a trovare! Non dare retta agli avvocati bugiardi!» Fatta questa premessa, non senza qualche inutile rampogna ai legali di parte civile Nicodemo Gentile e Luigi Palmieri, che altro non hanno fatto che assistere la famiglia Scazzi e allinearsi alla tesi della Procura di Taranto, Michele scantona e si butta sulla religione, cercando di colpire nel vivo la povera mamma di Sarah che non ha mai fatto mistero di essere Testimone di Geova.

«Tieni presente - scrive infatti il contadino - che Geova non ama la menzogna. Non l’ama affatto. È colpa grave anche credere alla menzogna. È colpa grave anche non cercare la verità, cioè omettere di cercarla. Cara Concetta, cerca di capire dove sta la verità. Se vai a trovare Cosima lo capira subito. Cosima e Sabrina sono innocenti. Cara Concetta, verità, verità, dove sei? Verità, verità, tu sei leggera e....vieni sempre a galla. Sabrina e Cosima sono innocenti e tutti lo sanno. Il Re è nudo, mi devi credere Concetta».

La lettera è arrivata a casa Scazzi nei giorni scorsi ed è stata letta non senza sconcerto da Concetta. La mamma di Sarah in passato ha sempre detto di aspettare un gesto dalla sorella Cosima e dalla nipote Sabrina, di volere da loro una dichiarazione piena e convincente su quanto accade quel maledetto 26 agosto del 2010, il giorno in cui Sarah scomparve dopo essere arrivata a casa degli zii per andare a mare con Sabrina e iniziò una saga che non sembra volersi consegnare alla parola fine.

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