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Due anni di reclusione

Fallì per colpa della banca
Condannato direttore: usura

Il caso di un imprenditore costretto a pagare a Mps interessi fino al 47% anzichè il 14,7%. Reati prescritti per altri 4 funzionari

Fallì per colpa della bancaCondannato direttore: usura

GIOVANNI RIVELLI

La banca applicò interessi usurari, l’azienda fu costretta al fallimento. A sancire questa verità per la Socitel di Michele Satriani è stato ieri il collegio penale del Tribunale di Potenza condannando un direttore di banca del Monte dei Paschi di Siena a e dichiarando l’intervenuta prescrizione per altri quattro dello stesso istituto.

La condanna, in pratica, ha coperto solo l’ultimo degli otto anni al centro del processo (dal 1999 al 2006) in cui secondo l’accusa un tasso nominale del 22 per cento sarebbe salito fino al 47. Nel dettaglio, stando alle accuse «gli imputati concedevano erogazioni e agevolazioni sul conto corrente ordinario per le quali Satriani era indotto e costretto a corrispondere all’istituto di credito interessi usurari pari al 22,07 per cento annuale, quindi superiore al tasso riconosciuto dal ministero del Tesoro fissato nel periodo di interesse nella misura del 14,73 per cento, saggio che giungeva alla misura finale del 47, 73 per cento in considerazione degli interessi generati dai tre conti anticipi per sconto fatture, confluiti nel conto corrente ordinario, e a quella del 42,52 per cento al netto delle commissioni di massimo scoperto».

Così ieri è arrivata la condanna a due anni di reclusione e 5mila euro di multa, pena sospesa, per Giancarlo Russo che pure ha beneficiato della prescrizione fino al 2005, e la dichiarazione di intervenuta prescrizione per Ignazio D’Addabbo, Carlo Desiderio, Luciano Apicella e Antonio Mazzucca. La stessa sentenza ha condannato Russo a pagare le spese processuali per le parti civili, 3mila euro a ciascuna, e al risarcimento dei danni da quantificarsi in separata sede. Risarcimento danni che la pronuncia di prescrizione rende azionabile anche nei confronti degli altri coinvolti nel processo.

Per un sesto direttore dello stesso istituto, giudicato col rito abbreviato, la Cassazione 2 anni fa ha annullato l’assoluzione nel merito dando invece luogo a un giudizio di prescrizione che ha lasciato aperta la via alle azioni civili di risarcimento.

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