Martedì 10 Febbraio 2026 | 17:56

Melfi, nello stabilimento Stellantis dopo anni torna il «terzo turno»

Melfi, nello stabilimento Stellantis dopo anni torna il «terzo turno»

 
ANTONELLA INCISO

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ANTONELLA INCISO

Melfi, nello stabilimento Stellantis dopo anni torna il «terzo turno» in fabbrica

I sindacati: «È un buon segnale, anche se avremmo voluto che partissero tutti. Da domani, quindi, bisognerà lavorare perché non parta solo Stellantis ma tutto l’indotto»

Martedì 10 Febbraio 2026, 12:53

La ripartenza si concretizza. Si concretizza oggi con la salita produttiva dello stabilimento Stellantis di Melfi che porta a tre turni giornalieri completi i reparti di lastratura, stampaggio e plastica ed a due turni giornalieri quelli di montaggio e verniciatura. Una buona notizia che porterà aggiornamenti importanti sull’organizzazione dei turni e sulla produzione nelle diverse unità produttive ma anche molte speranze per l’indotto, su cui morde ancora la crisi. L’attesa per questa nuova fase si fa sentire nella piana di San Nicola di Melfi dove gli occhi restano puntati sui nuovi modelli e sulle prospettive future. “Domani (oggi ndr) si parte. È un buon segnale, anche se avremmo voluto che partissero tutti. Invece l’indotto soffre. Da domani, quindi, bisognerà lavorare perché non parta solo Stellantis ma tutto l’indotto” commenta il segretario regionale della Uilm, Marco Lomio. Se l’esponente della Uilm, si concentra sull’indotto, a guardare alla salita produttiva è il segretario regionale della Fim Cisl, Gerardo Evangelista che pure parlando di “inizio dell’incremento produttivo e, quindi, di un cambiamento organizzativo e lavorativo” certamente come “segnale positivo” spiega che dal 10 febbraio “servirà però un grande impegno per sostenere la salita produttiva, con un incremento graduale delle vetture giornaliere per raggiungere i primi obiettivi”. “All’interno di questo percorso rientra anche l’organizzazione del lavoro, che dovrà trovare soluzioni capaci di garantire sia la qualità del prodotto sia l’attenzione ai carichi di lavoro per gli addetti alla linea. Serve dunque un impegno collettivo, perché il motto deve restare sempre quello di lavorare bene e in sicurezza” conclude Evangelista. Dai 10 ai 18 turni settimanali quelli che sono previsti nei diversi reparti della fabbrica lucana che guarda all’incremento produttivo. Anche se per i sindacati servirà mantenere alta l’attenzione. Giuseppe Palumbo, segretario generale dell’Uglm Potenza lo chiarisce dettagliatamente. “Bisogna tenere alta l’attenzione sul metodo di lavoro perché una ripresa su tre turni in alcuni reparti comporta che si monitori l’andamento del rientro – dice - È chiaro che l’attenzione sull’indotto va tenuta alta perché la salita produttiva non risolve il problema. Ci sono tante aziende che non hanno ancora preso le commesse e quindi, a nostro modo di vedere, questo porta ad un beneficio unilaterale che non rappresenta la giusta strada. Bisogna lavorare su questo”. Insomma, l’indotto resta il dilemma. Intanto, mentre la salita produttiva va avanti e si spera nei nuovi modelli c’è anche chi richiama l’attenzione sulle motorizzazioni. Pasquale Capocasale, segretario regionale della Fismic su questo è netto. “Non basta mettere sul mercato nuovi modelli –sostiene - se poi le motorizzazioni non ci sono. Oggi è questa la nuova strada che Stellantis deve seguire accompagnando anche l’elettrico, ma senza abbandonare lo sviluppo di nuove motorizzazioni termiche che oggi rappresentano le maggiori quote di mercato. Senza questa visione produttiva il disastro di ieri, purtroppo, si ripeterà”. D’altra parte, secondo il sindacalista “investire su nuove motorizzazioni termiche e incrementare i volumi produttivi avrebbe ripercussioni positive anche sulla ripresa dell’indotto”. “Recuperare il terreno perduto non sarà facile – conclude il segretario generale della Fismic - ma anche l’indotto ne gioverebbe lasciandosi alle spalle la difficile situazione attuale”.

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