Mercoledì 20 Giugno 2018 | 21:25

A Castrignano

Intervista, critiche a Chi l'ha visto
Iniziato «turismo del macabro»

La rabbia del parenti: «È una vergogna, mancano solo le bancarelle per le noccioline»

Critiche su 'Chi l’ha vistò che ieri sera ha mandato in onda un’intervista ai genitori del ragazzo, presunto assassino della fidanzata, Noemi Durini, nel corso della quale è l’inviata a dare loro la notizia della confessione del figlio. A puntare l’indice contro la scelta sono i sindacati dei giornalisti; critiche anche dall’Aiart, l’associazione cattolica che si occupa di tv.
«La decisione dell’inviata della trasmissione Rai Chi l’ha visto di comunicare ai genitori del presunto assassino di Noemi Durini la notizia della morte della ragazza e della confessione del ragazzo e la successiva messa in onda di immagini che ne mostravano lo strazio e la disperazione rappresentano una pagina di pessimo giornalismo e un tentativo crudele di spettacolarizzare una tragedia», affermano Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Fnsi, e il segretario dell’Usigrai, Vittorio Di Trapani, augurandosi che la Rai e la conduttrice del programma, Federica Sciarelli, "con la sensibilità e la professionalità che la contraddistinguono, trovino il coraggio di chiedere scusa alle persone coinvolte e ai telespettatori».

Parla di «brutta pagina della televisione» Massimiliano Padula, presidente dell’Aiart, che in un’intervento per l'agenzia stampa della Cei sottolinea che si è scritta «un’altra pagina della storia della televisione annientando, non soltanto ogni regola deontologica (minori, famiglie, fascia protetta, segreto istruttorio, questi sconosciuti), ma dando un calcio in faccia a chi, suo malgrado, si ritrovava davanti al televisore, in un mercoledì sera qualunque, poco dopo l’orario di cena, magari insieme ai propri figli». Per Padula «non c'è diritto di cronaca che tenga di fronte alla tracotanza di una scelta irresponsabile che dimostra come l’informazione possa precipitare in baratri così profondi e irrespirabili».

Nel corso dell’intervista, realizzata in un momento in cui ancora non c'era stata la svolta nelle indagini, comunicata alla giornalista con una notizia sul telefonino proprio in quel momento, i genitori del ragazzo presunto assassino (ma che ancora non era tale) non fanno altro che parlare male della ragazza attribuendo solo a lei ogni responsabilità del rapporto difficile tra i due giovani. Il padre, che sostanzialmente è l'unico a rispondere, anche a nome della moglie, dice anche come la presenza della giovane non fosse gradita nella loro casa. Quando ricevono la notizia mostrano prima contentezza per il ritrovamento, poi stupore alla notizia che è stata trovata morta, infine disperazione nel sapere che il figlio ha confessato. Una reazione che va vista, però, anche alla luce delle affermazioni dello stesso padre di oggi, secondo le quali era stato informato dell’omicidio dal figlio già martedì sera

INIZIA IL TURISMO DEL MACABRO - «Inizia il rito del turismo del macabro». Non ha usato mezze misure il filosofo Mario Carparelli per definire sui social l’enorme afflusso di curiosi che ieri pomeriggio si sono recati in via San Giuseppe alla notizia del ritrovamento del cadavere di Noemi Durini. «Leuca è già invasa dai turisti del macabro - ha scritto il Presidente del Presidio del libro del Capo di Leuca – abbiate pietà e rispetto».

Una folla enorme, un via vai sostenuto di persone che si informavano su quanto accaduto e che commentavano frammenti di notizie che trapelavano sia attraverso i social che sui mass media. «Manca solo che mettano le bancarelle per le noccioline - ha commentato infastidito uno zio di Noemi che si è recato sul posto insieme ad alcuni familiari - e qui possono organizzare una fiera. Vergogna – ha aggiunto prima di invitare moglie e figlio a lasciare la piccola frazione di Castrignano del Capo – la piccola Noemi non ce la ridarà indietro nessuno».

La campagna in cui è stato ritrovato il corpo della vittima si trova quasi ai margini (occorre seguire un tratto di strada sterrata che conduce all’interno) di una via di comunicazione molto trafficata in questo periodo, che collega Castrignano alla marina di Santa Maria di Leuca e sulla quale, poco distante, si innestano gli svincoli della statale 274 per Gallipoli. Raggiungere il posto è stato quindi facile per chi ha voluto osservare da vicino l’evolversi degli eventi (di cui riferiamo a parte) tanto che il cavalcavia della statale è stato trasformato in una sorta di balcone di osservazione privilegiato.

Gran da fare anche per i vigili urbani di Castrignano, che hanno dovuto smistare il traffico verso Leuca e impedire l’avvicinamento dei veicoli non autorizzati, mentre un doppio cordone con nastri di sbarramento era stato disposto da carabinieri e protezione civile alcune centinaia di metri prima del sito in cui si trovava il cadavere.Lo stesso medico legale Roberto Vaglio ha avuto non poche difficoltà ad attraversare la folla con la sua auto prima di raggiungere gli investigatori.

m.c.

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Commenti all'articolo

  • Marco R.

    Marco R.

    14 Settembre 2017 - 12:12

    È una cosa poco decente

    Rispondi

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