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Storie a Mezzogiorno, ecco una delle 7 meraviglie del Salento: il parco dei Paduli

Mauro Lazzari uno dei fondatori, ci parla di territorio, ambiente e xylella: «È vero non possiamo più fare l'olio ma abbiamo ripristinato antiche colture e abbiamo sfamato le famiglie durante il Covid con le nostre auto produzioni»

02 Aprile 2022

Graziana Capurso (Video Di Santo-Bellomo ArtsMedia)

LECCE - Il viaggio di Storie a Mezzogiorno di oggi ci porta nel Salento, ad esplorare una delle 7 meraviglie del luogo: il Parco dei Paduli. A raccontarcelo è Mauro Lazzari, uno dei fondatori di questo bosco collettivo.

Si tratta parco agricolo multifunzionale situato nel cuore della penisola salentina. Tutto è iniziato nel 2003 quando i Comuni di San Cassiano, Botrugno, Nociglia, Surano, Sanarica, Supersano, e Giuggianello (Unione Terre di Mezzo) insieme ai Comuni di Scorrano, Maglie e Muro Leccese, sempre in provincia di Lecce, hanno avviato un lungo processo di ascolto degli abitanti, di osservazione del territorio, di ideazione e condivisione con professionisti ed eccellenze esterne di modelli per lo sviluppo del territorio. L’obiettivo era quello di abitare e rigenerare un territorio abbandonato costruendo un’idea di economia alternativa e turismo sostenibile, tramite la riscoperta e la valorizzazione del patrimonio agricolo.

Ed ecco che nasce l'idea del parco dove le famiglie del luogo si approvvigionano a chilometro zero per imbandire le proprie tavole. Tutto bene, finché non è arrivata la Xylella a inghiottire gli alberi. "Prima qui si produceva l'olio buono - spiega Lazzari - ora la Xylella ha trasformato il Parco dei Paduli in un bosco spettrale. Tuttavia questo non ci spaventa, lo vediamo come un punto di partenza da cui ripartire". " È vero l'olio è finito ma noi ci siamo rimboccati le maniche e ora abbiamo ripreso le colture del grano antico con cui abbiamo sfamato le famiglie durante il Covid, abbiamo progetti architettonici e la comunità che ci circonda, ci segue e ci sta dietro per la festa del paese", conclude Lazzari.

Insomma la piaga del batterio killer non ha reso meno affascinante il bosco, che continua ad essere un polo d'attrazione per chi ha voglia di ritornare a vivere seguendo un ritmo lento e meridiano, scandito dalla bellezza della natura.

*Speciali a cura di Graziana Di Santo e Fabrizio Bellomo (ArtsMedia) per la Gazzetta del Mezzogiorno

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