Venerdì 16 Novembre 2018 | 02:30

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Melendugno

No Tap bloccano cantiere con sassi prelevati devastando i muretti a secco secolari

Dopo le sassaiole di ieri e gli scontri con la Polizia, torna la tensione nel Salento dove sono in corso i lavori per la realizzazione del gasdotto. Nella notte scorsa, come informa un comunicato della Questura di Lecce, le strade che conducono al cantiere TAP, già liberate nel pomeriggio di ieri, venerdì, a cura del Comune di Melendugno, sono state nuovamente ostruite dagli attivisti No Tap con sassi prelevati dai secolari muretti a secco che continuano ad essere gravemente danneggiati, in molti casi in modo irreversibile.

La Questura di Lecce ha nuovamente richiesto l’intervento del Comune di Melendugno, per rimuovere gli impedimenti fisici che costituiscono grave pericolo per l’incolumità pubblica in quanto posti sulle predette vie comunali. Si procede a visionare le immagini per individuare i responsabili di tali fatti illegali per denunciarli alla Procura della Repubblica di Lecce.

SCHIEPPATI (TAP): SAN FOCA UNICO APPRODO - «L'approdo del gasdotto non può essere più modificato: la soluzione individuata è l’unica possibile in termini di impatto ambientale». Lo chiarisce in una nota Luca Schieppati, Managing Director di TAP Ag. «La scelta di San Foca - aggiunge - è stata effettuata dopo un’analisi approfondita di undici ipotesi progettuali alternative valutate nello Studio d’Impatto Ambientale, inclusa Brindisi, e si è rivelata quella a minore impatto, come confermato dal Ministero dell’Ambiente al termine di un percorso autorizzativo avviato nel 2013». «L'approdo nel brindisino - aggiunge - avrebbe richiesto uno sbancamento maggiore, sia a terra, sia in mare, e comporterebbe interventi in aree protette, a danno dell’ambiente, cosa che invece non avverrà a San Foca grazie anche all’utilizzo di tecnologie all’avanguardia. Senza contare il fatto che un nuovo progetto avrebbe comportato almeno due anni di ritardo tra rilievi, studi valutazioni ed approvazioni a fronte dell’impegno di portare il gas in Italia a inizio 2020».

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