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In Puglia e Basilicata

la visita

Regionali, ad Andria lungo applauso per Di Maio, a sostegno della Laricchia

«Sono qui come sempre a sostenere i candidati del M5S, lo facevo da capo politico e ora che non lo sono più lo faccio da attivista. Noi siamo una grande famiglia»

05 Settembre 2020

Redazione online

Lungo applauso dai tanti attivisti che lo aspettavano per il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a Andria, seconda tappa odierna del tour che, fino a domenica, lo vede impegnato nella campagna per il referendum e le Regionali. Di Maio è arrivato ad Andria accompagnato dalla candidata alla Regione Puglia Antonella Laricchia e dopo che, questa mattina, era stato a Foggia per incontrare diverse aziende dell’area.
«Sono qui come sempre a sostenere i candidati del M5S, lo facevo da capo politico e ora che non lo sono più lo faccio da attivista. Noi siamo una grande famiglia», sottolinea Di Maio. Sul palco anche il candidato sindaco di Andria Michele Coratella.

«Antonella si poteva sistemare a vita e se non ha ceduto voi avete la certezza di votare una persona integra, integerrima che governerà col massimo della sua serietà». Con queste parole il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha sostenuto ad Andria la candidatura alla presidenza della Regione Puglia di Antonella Laricchia (M5s), che ha rifiutato più di una proposta di alleanza elettorale in Puglia giunta dalle file del Pd. "Uso un termine che avrebbe usato un mio genitore o mio nonno - ha spiegato Di Maio - lei, per le proposte che le hanno fatto nelle ultime settimane, si poteva sistemare, come quando un padre dice a un figlio: 'tu ti devi sistemarè». "Io conosco Antonella - ha detto ancora - è stata una delle prime persone che ho conosciuto all’inizio della mia esperienza nel Movimento: cinque anni fa abbiamo fatto campagna in Puglia e cinque anni dopo siamo qua a fare campagna in Puglia».

L'INCONTRO SUL REFERENDUM - «Il tema non è la quantità ma la qualità e qui veniamo al referendum, il tema è che riducendo il numero dei parlamentari si riduce la capacità del Parlamento di rappresentare i cittadini, ma se questo è vero allora io dico a quelli del No: presentate una proposta di legge per passare da 1.000 a 2mila parlamentari, è la prima cosa che vi propongo provocatoriamente». 

«Grazie alla trattativa fatta in Europa come governo abbiamo ottenuto dal Recovery Fund la quota più alta fra i Paesi europei, oltre 200 miliardi di euro, siamo il primo Paese per l’accesso a quel fondo». Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Mano, in una iniziativa elettorale ad Andria. "Questi sono i soldi che ci spettano e qualcuno diceva, 'attento a quello che desideri perché potresti ottenerlò: l’abbiamo ottenuto», ha aggiunto. "Ora il tema è che le vostre realtà territoriali - ha spiegato il ministro - il vostro Comune, la vostra Regione spenderanno quei soldi e come spenderemo quei soldi sarà decisivo per il futuro non dei nostri figli, ma dei nostri nipoti, perché 200 miliardi di euro non passano mai più, questo è un treno che non passa più». Secondo Di Maio, poi, «andare a votare il 20 e 21 settembre significa scegliere in mano a chi mettere quei soldi».

«Rabbrividisco all’idea che in questo momento a Roma, c'è una manifestazione negazionista, dicendo che il virus non esiste, che abbiamo scherzato e i 30.000 morti non esistono. Portate rispetto almeno alle famiglie delle vittime, perché ci sono province che hanno perso migliaia di loro concittadini con questa crisi». Così il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio in una iniziativa elettorale ad Andria. "In questo momento - ha aggiunto - il tema è non se il virus esiste o meno, ma quando ne usciamo, il prima possibile per riuscire a far ripartire l’economia». "Noi - ha continuato - ci siamo potuti fare l’estate perché abbiamo fatto i sacrifici, voi avete fatto i sacrifici a febbraio, marzo, aprile, il lockdown, 80 giorni chiusi in casa», ma «chi ha scelto, nel mondo, di non chiedere quel sacrifico ai cittadini sta ancora in lockdown». "Quello che posso dirvi - ha concluso - è che noi ce la metteremo tutta, sia dal punto di vista sanitario che economico».

«La verità è che l’Italia ha 945 parlamentari eletti» e, da Paese fondatore dell’Unione europea, se dobbiamo essere «all’altezza dell’Europa allora facciamo un po' i conti: la Germania ha più cittadini di noi e ha 700 parlamentari; la Francia che ha quasi il nostro stesso numero di cittadini ha 600 parlamentari; il grande Regno Unito non é più nella Ue e ne ha meno di 600». Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ad Andria, in una iniziativa elettorale con la candidata M5s alla presidenza della Regione, Antonella Laricchia, e al candidato sindaco di Andria, Michele Coratella. Noi ne abbiamo 945, sottolinea Di Maio, «perché quando è stata scritta la Costituzione venivamo dal fascismo» e «non c'erano istituzioni solide perché erano state devastate dal servilismo alla dittatura e quindi i nostri padri costituenti decisero un numero grande di parlamentari, 945, quasi 1.000». Ma arrivando fino ad oggi si sono aggiunti «76 europarlamentari, centinaia e centinaia di consiglieri regionali - elenca Di Maio - provinciali, comunali, i consigli municipali, i consigli di quartiere, i consigli delle comunità montane che arrivano al mare: abbiamo ogni genere di luogo democratico in cui discutere, però quelli del No dicono che c'è un problema di democrazia e di rappresentatività». «Se il tema è la rappresentatività - ha detto ancora - non accetto lezioni da chi si è andato a candidare in un collegio a Bolzano perché qua non lo eleggono più», o viceversa.

«Adesso non serve tagliare i parlamentari, dicono quelli del No, bisogna tagliare gli stipendi dei parlamentari. Niente di meno... sono otto anni che ve lo stiamo chiedendo e che noi lo facciamo, con consiglieri regionali, parlamentari, ministri, e chi non ci crede può andare a vedere. Io da capo politico ho espulso un mare di gente negli anni che non restituiva lo stipendio, perché poi ci sta sempre chi non lo fa, però da noi se ne va, e lo dico perché adesso una parte dei parlamentari sono diventati tifosi del taglio degli stipendi dei parlamentari». Lo ha detto il ministro degli esteri Luigi Di Maio ad Andria, in una iniziativa elettorale con la candidata M5s alla presidenza della Regione, Antonella Laricchia, e al candidato sindaco di Andria, Michele Coratella. "Io vi propongo un patto - ha aggiunto - noi cittadini votiamo Sì il 20 e 21 settembre al taglio dei parlamentari, e il 22 settembre tagliamo pure lo stipendio dei parlamentari, per legge questa volta, non per iniziativa dei singoli parlamentari come facciamo noi».

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