«Sono stato aggredito: volevo solo difendermi». È questa la versione che ha fornito ieri ai carabinieri il 40enne Teodoro Cavaliere, in carcere dopo aver confessato di aver ucciso l’amico Eros Rossi, 41 anni, nella notte tra venerdì e sabato in una villetta a Torre Canne, frazione di Fasano (Brindisi), dove Rossi era ai domiciliari. Cavaliere, assistito dal suo legale di fiducia Chiara Capodieci, ieri ha confermato la sua testimonianza durante l’interrogatorio durato diverse ore nella caserma dei carabinieri di Fasano, che si è concluso dopo le 22.
In questa sede l’indagato ha fornito diversi particolari di quanto avvenuto qualche ora prima, ed in particolare di una colluttazione che sarebbe durata per diverse ore dopo che i due avrebbero consumato droga. Il 41enne stava scontando un periodo di detenzione domiciliare che sarebbe scaduto il 17 aprile. Durante la nottata - secondo quello che ha riferito ai carabinieri l’indagato - il 41enne avrebbe assunto comportamenti violenti e avrebbe cercato di colpirlo con un pezzo di vetro. Lo stesso Cavaliere sarebbe svenuto per diversi minuti. Dopo essersi ripreso - ha spiegato il 40enne - Rossi avrebbe cercato di colpirlo nuovamente e in questo frangente l’indagato, trovando a terra un piccolo cacciavite, ha colpito l’amico «per difesa».
La casa è stata trovata a soqquadro dai carabinieri intervenuti. Lo stesso Cavaliere è stato medicato dall’ambulanza intervenuta sul posto. La sua versione ora è al vaglio della procura di Brindisi che sta coordinando le indagini, e che nelle prossime ore disporrà l’autopsia. Ora Cavaliere è in stato di fermo in carcere e nelle prossime ore si terrà l’interrogatorio di garanzia.















