Tra domani e martedì il Comune di Adelfia affiancato dalla Asl comincerà ad organizzare il trasferimento dei 50 pazienti della Rsa «Casa Caterina», che venerdì è stata oggetto di un provvedimento di chisura urgente emesso dalla Regione per le gravi irregolarità registrate negli ultimi due mesi.
Trattandosi di una struttura non accreditata, la residenza per anziani gestita dalla società Nicolaus ritenuta riconducibile all’imprenditore brindisino Michele Schettino (arrestato la scorsa settimana per bancarotta fraudolenta), opera in regime esclusivamente privato dunque a carico degli assistiti. È quindi responsabilità del sindaco, in quanto autorità sanitaria, farsi carico della situazione. La Asl di Bari sta collaborando, con il coordinamento della Prefettura, per individuare altre strutture del territorio disponibili ad accogliere i pazienti e a garantire loro (a retta invariata) l’assistenza necessaria.
Martedì intanto Schettino, 50 anni, dovrebbe apparire davanti al gip di Lecce, Maria Francesca Mariano, per l’interrogatorio di garanzia. Insieme a lui era finito ai domiciliari anche Giovanni Vurro, 49 anni, di Bari, ritenuto il suo braccio destro. Altre due persone sono state invece colpite da interdizione per 12 mesi. Per tutti l’accusa è di bancarotta preferenziale e documentale in relazione alla società Grs, fallita nel 2021, che controllava due Rsa a San Donaci e Miggiano.
Su «Casa Caterina» di Adelfia sta invece indagando la Procura di Bari, che accusa sette persone (tra cui Schettino, suo fratello, la compagna e l’ex amministratore della clinica) di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, ai maltrattamenti, al trasferimento fraudolento di valori e alla bancarotta fraudolenta.














