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Bari, al mercato di via Caldarola il degrado è di casa. I commercianti: «Vogliamo andare via» VIDEO

Bari, al mercato di via Caldarola il degrado è di casa. I commercianti: «Vogliamo andare via» VIDEO

 
Rosanna Volpe

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Rosanna Volpe

«Lo abbiamo ripetuto più volte, devono darci la possibilità di trasferirci in via Pitagora»

Martedì 04 Novembre 2025, 09:49

«Chiediamo di essere trasferiti nel mercato di via Pitagora». È questa la voce comune degli ambulanti che da più di trent’anni lavorano nel mercato coperto di via Caldarola. Di fatto in uno stabile vecchio e decadente. Le bancarelle sono meno di una decina disposte su un’unica corsia. I box per la maggior parte chiusi. Il tanfo di umido, superata la soglia d’ingresso, è forte. Alla spicciolata arrivano clienti, quasi tutti anziani. Si conoscono tra loro e scambiano due chiacchiere. L’aria è familiare come in quasi tutti i mercati della città. Francesco sa per certo che Maria vuole la carne a fette sottili. Che il pane deve essere abbrustolito e che le mele devono essere quelle gialle.

Sono passate da poco le undici e la birra ghiacciata è già stretta tra le mani di Michele. «Ho finito da poco il turno e sono a venuto qui per salutare un amico». Si appoggia al muro a ridosso del bar e spiega: «Io sono di Japigia. Sono nato e cresciuto in questo quartiere. Qui non cambia mai niente. Se ne andranno tutti, questo posto è uno schifo». Le grate e i cancelli sono pericolanti, i tombini sono coperti solo a macchia di leopardo. La pavimentazione è sconnessa e mette a rischio l’incolumità dei venditori ma anche degli stessi clienti.

«Lo abbiamo ripetuto più volte, devono darci la possibilità di trasferirci in via Pitagora – tuona Giovanni Venusa. I colori della frutta e della verdura della sua bancarella sono l’unica nota di colore in un imbuto grigio: «Sono qui dall’88. Prima ancora eravamo nel mercato all’aperto sempre su via Caldarola. Ci hanno fatto trasferire qui per ragioni igieniche ma si guardi intorno. Se non si ha cura dei luoghi, se non si fa manutenzione, questi sono i risultati».
I box abbandonati sono tanti. Alcuni hanno la saracinesca forzata e lasciata a metà. Il risultato è che sono diventati il ricettacolo di oggetti abbandonati e immondizia. «C’erano i topi sino a qualche giorno fa, abbiamo messo il veleno ad ogni angolo. Il rischio è che arrivassero anche da noi». Ma non è il peggio. «Venga con me».

Una rampa di scale pericolanti e poi un ampio spazio completamente abbandonato. «Questo dovrebbe essere il nostro deposito e invece guardi in che condizioni è?». L’area cade a pezzi e bisogna fare la gimcana per evitare i calcinacci. C’è immondizia sparsa alla meno peggio e c’è sporcizia ovunque. Anche pozzanghere di acqua, prova di vistose perdite. Resta la rabbia. Tanta. Ma anche la voglia di non mollare: «Io voglio continuare a lavorare. Faccio del mio meglio ma è possibile che nessuno venga a vedere lo stato di questo mercato? Non basta una rinfrescata, questo posto dovrebbe essere chiuso. In via Pitagora ci sono tanti box vuoti potremmo trovare una sistemazione in un mercato che ha anche i suoi problemi ma che almeno è pulito. Noi qui siamo nella terra di nessuno».

«I furti? – interviene un altro ambulante - Neanche i ladri verrebbero qui. I clienti sono quelli di sempre. Ci seguirebbero ovunque perché sono affezionati e cerchiamo di trattarli sempre con rispetto. Capita alle volte di fare il domicilio per le persone anziane che non stanno bene. Questa è una grande famiglia. Ma qui non possiamo andare più avanti».

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