Giovedì 29 Ottobre 2020 | 10:08

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«Giallo Fiore», la cantautrice salentina Dalila Spagnolo mette in musica la gratitudine

Primo singolo in italiano e preludio a un album tra pop, soul e world music

Si chiama 'Giallo Fiore' ed è il singolo con cui la cantautrice salentina Dalila Spagnolo è riuscita ad arrivare in finale al Premio Lunezia 2020, classificandosi al secondo posto. Si tratta del primo singolo in italiano della giovane, dopo il brano di sensibilizzazione “You are not alone”, pubblicato nel periodo di lockdown in collaborazione con CoolClub, SEI Festival e Giovane Orchestra del Salento diretta da Claudio Prima. Ora è all’attivo nella produzione del primo disco in lingua italiana, un progetto che vuole valorizzare la bellezza di suoni provenienti da diverse parti del mondo, incentrato su ritmi e atmosfere e coinvolgendo musicisti e in particolare percussionisti attivi a livello nazionale.

Giallo Fiore, nato durante il lockdown: qual è la genesi di questo singolo, cosa hai voluto metterci dentro?

Dentro Giallo Fiore c’è il frutto del mio percorso personale, che parte dalla consapevolezza acquisita faticosamente nel tempo, dei timori, delle insicurezze e delle fragilità antiche che mi abitano.
“E se cambio punto di vista ho paura che sia meglio.” In questa frase del brano emerge l’impegno nel tentare di uscire dalla tanto cara 'comfort-zone'. Una volta varcata la soglia della comodità si scopre un mondo nuovo di potenzialità e possibilità, fino a scoprire che “imparare a volare è meglio che cadere come niente”. Dopo questo dialogo tra timore e desiderio di svolta, arriva sul finale un’ondata di gratitudine, dal colore Giallo Fiore. Il brano vuole sensibilizzare, ispirare ed essere una sorta di allenamento a riconoscere simbolicamente la bellezza di una primavera vista sbocciare, anche se solo “dal balcone di casa”.

Stai lavorando alla tua prima produzione interamente in italiano: come sta andando, in che direzione ti stai muovendo?

Devo dire che va alla grande e nonostante sia la mia prima produzione in assoluto, io e il mio team di lavoro navighiamo ancora oggi nell’ignoto. Siamo partiti da zero, con la voglia di creare qualcosa di diverso.
Il sound del disco sarà particolare, possiamo forse dire una mistura tra la mia vocalità soul, la musicalità del pop e le atmosfere dal mondo tendenti al genere world. Questo lo posso dire raccogliendo i feedback di chi mi ascolta, ma personalmente non mi piace definirmi ed etichettarmi con un genere. Ho fortemente creduto fin da subito nel creare un disco suonato da strumenti reali, con la tangibile consapevolezza che al giorno d’oggi questo può essere un forte svantaggio, ho voluto comunque tenere fede a ciò in cui credo: il sound dato dai musicisti, veri, e all'interno suonano, tra gli altri, Daniele Leucci, Giulio Rocca, Emanuele Coluccia.

Sei arrivata seconda al Premio Lunezia: che ricordo ti ha lasciato questa esperienza e dove speri di puntare ora?

Il Premio Lunezia riconosce il valore musical-letterario dei testi e delle canzoni, ed essermi classificata seconda mi onora perché significa che oltre alla musicalità e orecchiabilità di Giallo Fiore, al suo arrangiamento particolare, abbiano riconosciuto il valore emotivo che ci ho messo dentro e il mio impegno per dirlo con le parole giuste. Oltre al riconoscimento, un ricordo forte che mi ha lasciato questa esperienza è l’aver stretto molte amicizie, preso contatti con altri artisti emergenti come me, che ci credono e si impegnano. Il mio augurio di proseguire con coraggio va a tutti noi. Ora sto raccogliendo feedback, costruendo relazioni nuove, allargando il mio team di lavoro, insomma si inizia a fare sul serio, ma dove punto ancora non voglio svelarlo, perchè mi riservo la possibilità di cambiare rotta.

Sei giovane ma già con una spiccata sensibilità: cosa ti piace del panorama musicale attuale, italiano e straniero?

La sensibilità è una prerogativa dell’artista, ma non scontata perché non ti insegna e/o regala nessuno.
Nell’ultimo periodo cerco di ascoltare molta musica italiana ed attingo ispirazione dai più grandi artisti e cantautori italiani come Pino Daniele, Lucio Dalla, Battisti, ma anche Britti, Bungaro, Pacifico. La musica attuale a volte mi scoraggia, perchè mi sento sempre più lontana da essa, quindi la ascolto per rimanere aggiornata, ma cerco di selezionare sempre molto bene ciò che metto nelle orecchie. Ho sempre ascoltato Tiziano Ferro e Giorgia e ora, per assurdo, seguo artisti di nicchia, che hanno scelto di stare lontani dal commerciale attuale, come Serena Brancale, Davide Shorty. La cultura musicale è molto importante come bagaglio che si ripresenta nel momento della scrittura e composizione. Personalmente vengo da ascolti internazionali, artisti della scena Black, Soul e Gospel come Rachelle Ferrell, Dee dee Bridgewater, Jill Scott.

Credi che la Puglia sia un'isola felice per fare musica? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di rimanere al Sud?

Sono in una fase di studio, investimento, creatività e lavoro. Non mi chiedo se ci sono limiti, ma mi muovo nella direzione che desidero affinché le cose accadano, ed è così che sta andando. Forse la vita mi chiederà di spostarmi da Lecce, ma ora non è nei miei piani, non per una mancata prospettiva futura, ma poiché tengo ad affondare bene le radici. Posso continuare a raccontarmi che fuori dalla Puglia, al nord Italia, piuttosto che a Roma o fuori dalla nazione, abbia più possibilità di lavorare o essere notata, oppure posso impegnarmi per fare la differenza qui dove sono, a Lecce, e accogliere in futuro le opportunità di spostamento.

Dove ti vedi fra dieci anni?

Spero tra dieci anni di essere in giro per il mondo a portare la mia musica, ma anche di stabilirmi in un posto tutto mio e veder gironzolare qualche piccoletto per casa.

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