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Taranto chiama, Atene risponde: ecco lo schiacciatore Andreopulos

Taranto chiama, Atene risponde: ecco lo schiacciatore Andreopulos

Lo schiacciatore greco Andreopoulos Charalampos, classe 2001 per 192 cm di altezza di Atene

In serie A2: Castellana cerca un allenatore, Lagonegro insegue gli «attaccanti» Motzo e Lucconi

16 Maggio 2022

Gianluigi De Vito

Muove di torre il volley pugliese e lucano per tentare lo scacco al re in un mercato elettrico e pieno di scogli. Scendere a Sud non è l’ambizione massima per i giocatori di prima fascia. Più facile ottenere un trasferimento dall’estero. E così accade a Taranto. L’acquisto della Prisma targata Bongiovanni-Zelatore si chiama Charalampos Andreopoulos: 21 anni, 192 centimetri di altezza, greco di Atene, schiacciatore. Viene dall’Accademia di volley Panathinaikos, marchio di garanzia. E ha appena conquistato la Coppa di Lega contro il Salonicco, in una gara in cui il suo braccio sembra aver fatto la differenza: 3-0 e risultato dell’andata ribaltato. Ma è cronaca che interessa meno, adesso. Figlio d’arte, Charalampos è allenato dal padre Dimitri e negli ultimi tre anni ha vinto due scudetti e due coppe di Lega. Il passaggio in nazionale non è stato di secondo piano, almeno agli Europei 2021.

Chiariamo, non è un nome che ha stimolato gli appetiti delle Premiate Ditte italiane che danno vita al campionato più competitivo al mondo. È un giocatore che deve dimostrare tanto ai grandi livelli. Soprattutto deve sfatare l’idea comune degli addetti ai lavori secondo i quali in Superlega uno schiacciatore sotto i due metri non farà mai la differenza. Teorie «impugnabili», se si pensa al Giappone, terra storica di volley e di sicura nel G8 del volley. Ma tant’è.

La pagina facebook di Charalampos contiene già il tag Prisma 2022-2023. «È sempre stato un mio sogno giocare nel campionato di maggior livello nel mondo, quello italiano. Sono onorato di poter giocare in un team in A1 dove hanno giocato anche molte leggende. Sin da piccolo ho guardato al campionato italiano ed il mio sogno era quello di poterci giocare un giorno». Le prime parole sono di chi ha la carica di umiltà giusta e la voglia d’impegno necessaria per contribuire a scrivere in anticipo l’obiettivo dell’Anno Secondo del Taranto in Superlega: salvezza senza affanno e magari una posizione dietro le Grandi Sorelle che alimentano il barnum della corsalscudetto e delle coppe europee che contano. Vincenzo Di Pinto è coach tenace e sa bene che la seconda sfida è altrettanto complicata quanto quella della salvezza 2021-2022, tanto più se il budget a disposizione non è vertiginoso, anzi. Dopo i riconfermati Marco Falaschi (palleggiatore), Tommaso Stefani (opposto) e Aimone Alletti (centrale), la tela s’è arricchita con lo schiacciatore svedese Hampus Ekstrand, 19 anni, alto un metro e 96 centimetri, atterrato in riva allo Ionio dal Rig Falkoping. C’è un altro tasello che sta per incastrarsi ed è quello del libero tarantino Marco Rizzo in forza al Vibo Valentia retrocesso in A2. Il «difensore» ha firmato, ma aspetta il via libera del Vibo del direttore sportivo, il terlizzese Ninni De Nicolo, da anni molto attivo ai massimi livelli.

La verità è che sono ancora troppe le bocce in movimento per poter assestare colpi di mercato, almeno tra i i club di fascia media. E questo blocca a cascata anche le sorti dei nostri club di A2 come la New Mater Castellana e la Rinascita Lagonegro. Per capirci: Vibo guarda con trepidazione l’esito dello spareggio promozione tra Cuneo e il Reggio Emilia allenato dal 52enne gioiese Vincenzo Mastrangelo. Semplicemente perché in caso fossero gli emiliani a traghettare in Superlega viene data come più che probabile la cessione del titolo al Vibo che resterebbe in A1. E a quel punto non verrebbe acceso più il disco verde a certi giocatori. Dunque è una fase di mercato davvero complicata questa di mercato. Tanto che nella città delle Grotte è ancora stallo. Il ds Bruno De Mori, uno che mastica pallavolo di A da anni, deve ancora sistemare la mossa numero uno, l’ allenatore. Sfumato l’accordo con Maurizio Castellano, 51 anni, di Vico Equense ma di stanza a Castellana dove ha giocato e anche allenato. A febbraio Castellano è stato chiamato in A3 dal Fano, ma rimarrà nelle Marche. Non è escluso, a questo punto, un profilo estero di spessore, per il coach, visto che l’obiettivo non nascosto da De Mori è quello di posizionarsi tra le prime quattro. Qualche certezza arriva dalle riconferme annunciate: il martello brasiliano Theo Lopes, lo schiacciatore Nicola Tiozzo, il libero Alessandro Toscani e il centrale Andrea Truocchio.

Lavori in corso anche alle pendici dell’Appennino Lucano dove il tagliando di garanzia ha ancora lo stesso nome: coach Mario Barbiero. Chiariamo. Fare pallavolo a Lagonegro è più difficile che altrove. E’ una piazza decentrata fuori dalle mire dello star system. Ma la Rinascita di patron Nicola Carlomagno sta scrivendo con continuità pagine importanti. Ma deve investire più di altri per attirare «gente» in squadra. Avere un coach conosciuto e tra i più preparati è un’ottima base di partenza. Il ds Nicola Tortorella. lagonegrese doc, sa come muoversi: «È chiaro che il nostro compito è trovare giocatori che hanno una forte motivazione. Puntiamo a migliorarci e quindi a raggiungere una salvezza senza affanni e posizionarci nella griglia delle squadre che accedono alla Coppa Italia». In pratica tra le prime otto. I nomi della cavalcata 2022-2023? Nessuna firma per ora e qualche tentativo s’è infranto: sfuggita la diagonale (palleggiatore-opposto) Alessio Alberini-Kristian Gamba del Motta Livenza allenata dal castellanese Pino Lorizio (altri due anni sulla panca trevigiana), Lagonegro punta a rinforzare il reparto offensivo scegliendo uno tra Matheus Motzo, 23 anni, 192 centimetri, in forza al Cantù, brasiliano naturalizzato italiano, e Manuele Lucconi, anche lui classe 1999, 194 centimetri, marchigiano di Pesaro Urbino (che sta spareggiando in A3 con l’Acicastello per il salto in A2). Anche qui, attendere prego: potrebbero non muoversi più e rifiutare inviti lucani. I nome in regia sono quelli di Marco Izzo (28 anni) del Castellana e di Leonardo Ferrato, 21 anni. Bocce in movimento a parte, quella che comincia sarà un’altra settimana in cui muovere i pezzi forte. Mosse da cavallo, altrimenti sarà un Sud da febbre.

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