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In Puglia e Basilicata

L'itinerario

In moto con la «Gazzetta» alla scoperta della Basilicata

In moto con la «Gazzetta» alla scoperta della Basilicata

Un percorso che parte da Venosa e termina ad Accettura

06 Aprile 2022

Donato Fasano

La Basilicata, conosciuta anche come Lucania, ha eccezionali motivi d’interesse da offrire al motociclista. La bellezza e la singolare varietà dei paesaggi, le fertili piane intensamente coltivate e orlate di colli, i folti uliveti centenari di ampie contrade, i suggestivi boschi nei pressi di Accettura, di querce colonnari, cerri, roveri, aceri e tigli. A fare da cornice a questo paesaggio strade interne e bellissimi tornanti, che molto spesso corrono alti offrendo al guidatore ampie panoramiche. Questo fa della Basilicata una terra bella da vedere e semplice da percorrere. Con pieghe lente e corti rettilinei si conquista un posto in prima fila nella classifica delle regioni ideali del Sud Italia per i viaggi in moto.

Fiore all’occhiello della regione, la cucina lucana è tradizionalmente un’unione di prodotti genuini, lontana dalle sofisticate elaborazioni: pane, vino e insaccati si fanno ben gustare. È una terra multiculturale anche in questo: bagnata da due mari, Tirreno e Jonio, e melting pot di tradizioni derivanti da diverse popolazioni come i Normanni, i Bizantini, i Romani, i Barbari, i Greci, i Sanniti e via discorrendo.

Venosa – Maschito: 9 km

Il nostro itinerario parte da Venosa, città nativa di Orazio, poeta latino maestro di eleganza stilistica, che in un certo senso qui indica quali sono le strade più belle .

Percorrendo il centro storico a bassissima velocità, la nostra attenzione cade sulla varietà di architetture antiche come la piazza Quintino Orazio Flacco, ben segnalata dai cartelli stradali: qui si trova il monumento dedicato all’artista Orazio che con eleganza e un cenno di mano indica la direzione da prendere. Altra bella testimonianza, è il castello di Venosa, dominante struttura con torri cilindriche angolari. L’insolita figura moto-turistica ci fa guadagnare la simpatia degli abitanti che con grande ospitalità ci danno in omaggio frutta prelibata, utile per una prossima sosta rifocillante. All’uscita del paese ci troviamo a percorrere un tracciato lungo la sp 10, ben segnalato da cartelli, molto semplice, con poche curve ma con un panorama al quanto gustoso. Il verde della pianura che ci circonda piacevole alla vista e ci fa proseguire con non molta difficolta verso Maschito, un paese che storicamente è a predominanza di etnia albanese.

Maschito – Forenza – Palazzo San Gervasio: 10 km

Uscendo da Maschito, proseguiamo per la strada comunale verso Forenza, la sp 55. Il panorama assume caratteristiche diverse: si alternano piane e lievi colline coltivate a grano e viti. I colori morbidi e le linee ondulate dell’orizzonte trasmettono serenità e senso di pace, facendoci apprezzare la guida in moto che diventa subito piacevole. Questo percorso inizia con u rettilineo di circa 800 metri, un paio di curve ampie per circa 2 chilometri che ci danno il brivido della guida sportiva e dove l’asfalto è buono, e poi ancora brevi rettilinei alternati a curve da pennellare per raggiungere la nostra terza meta, Forenza. Tutto il tratto corre fra i 500 e gli 800 metri sopra il livello del mare. Forenza, paesino arroccato su di un colle, sembra «neve posata» e lo si nota da lontano. Forenza può rappresentare per il motociclista una «porta» di contatto con la realtà locale contadina della Basilicata. Uscendo dal paese riprendiamo la strada SP 8 per raggiungere Palazzo San Gervasio: la strada è larga e la si percorre con semplicità, grazie anche all'aderenza del buono asfalto, attraverso terreni coltivati, Boschi, nonché uliveti dalle forme più bizzarre. La collina su cui sorge il paese è 483 metri sul livello del mare e domina un paesaggio molto ampio che si estende tra i rilievi del Vulture e delle Murge.

Palazzo San Gervasio-Genzano Lucania: 20 km

Fin qui la segnaletica è ben visibile: occorre percorrere la SP 79 per Genzano, lungo un ampio rettilineo di circa 7 km. La strada è ottima per raggiungere le sp ex SS 169 che in bocca sulla destra. Ma fate attenzione perché il cartello è poco visibile. Qui le casette sono fiabesche, solo cavalli e contadini condividono il paesaggio con noi: poche le macchine, nessun trattore, nessun camion, solo 8 cani maremmani che ci abbaiano contro per difendere il gregge sui Verdi Pascoli. Dopo 7 km attraversiamo una un ponte lungo circa un chilometro, che sorvola la diga del Lago di Genzano: le sopraelevate sono sempre un bel piacere per i motociclisti. La graziosa cittadina si trova su una lieve per morbida collina, ai confini orientali della Puglia.

Genzano di Lucania-Grassano 2 punti 48 km

Il percorso diventa molto impegnativo divertente per qualsiasi motociclista che abbia «manico»: le indicazioni da prendere sono per Oppido Lucano sulla SP ex SS 169 per circa 12 km. In questo tratto si raccomanda molta attenzione perché l'asfalto non è fra i migliori: In molti casi è sdrucciolevole ed è facile perdere il controllo. Collegando c'è la statale 96, proseguiamo verso il monte Verrutoli che incrociamo sulla sinistra appena 700 m più avanti. Subito dopo attraversiamo il fiume di Ioso: la zona è poco abitata e si possono ammirare masserie tra le colline. A Grassano si può visitare il Palazzo Commenda le due punti un palazzo medievale costruito nel quattordicesimo secolo e può essere considerato la prima sede dei Cavalieri di Malta.

Grassano-Tricarico: 18 km

Pochi chilometri ma impegnativi. La visuale alterna boschi e campi, l'asfalto è buono. Regna la pace e di rado si incrociano le auto. Si percorre solo la ss7 per arrivare a Tricarico, un'antica cittadina della Basilicata, situata sopra un colle a quasi 700 metri di altitudine che domina le valli del Basento e del Bradano. Numerosi i resti archeologici di rilievo, che attestano l'importanza di questa area sin dalla preistoria.

Tricarico-Laurenzana: 43 km

Lasciamo Tricarico e ci colleghiamo alla Basentana prendendo la strada ben segnalata dei cartelli, la statale 407: sono 20 km di carreggiata larga, che sembrano una pista, ma è sempre bene non superare i limiti. Le sp32 sp92 ci portano dritti dritti a Laurenzana passando dal lago della Camastra, che si attraversa lungo un'altra sopraelevata da brivido. Provate a scendere sulle rive del lago osservate il panorama: sembrerà di essere approdati in un altro mondo. Degno di menzione è il castello, situato in posizione dominante l'abitato, di cui restano soltanto i ruderi.

Laurenzana-Corleto Perticara: 18 km

Si viaggia nei boschi, in particolare attraverso quello di Sant'Elia e quello di Pietra laccata. La statale 92 è interessante perché attraversa la dorsale di una lieve collina lasciando sulla sinistra tutta la vallata. Circondato da Vigneti, uliveti, montagne e boschi, il paesaggio è molto pittoresco; particolarissimi nella zona sono i Calanchi, lunghe pareti di terra argillosa con solchi profondi. All'interno del paese di Corleto Perticara, interessante, è la chiesa madre di Santa Maria Assunta del 1600, di cui si ammira un campanile a due piani, con cupola in stile arabo.

Corleto Perticara-Gorgoglione-Cirigliano: 35 km

Immersi nel bosco, si viaggia ad un’altezza di 700-800 metri sul livello del mare; si passa sul torrente Fiumarella fino ad arrivare a oltrepassare il fiume Gorgoglione, lungo un tratto molto difficile pieno di scambi di direzione come la statale 103. La zona è ricca di sorgenti d'acqua e verso Cigliano vi sono anche tre mulini. Si devono percorrere 35 km per lasciare la provincia di Potenza ed entrare in quella di Matera, dove incontriamo Gorgoglione e Cirigliano, paesini dalle origini antiche. Dal castello di Gorgoglione restano oggi solo pochi ruderi, ma ma da visitare c’è la chiesa madre di S. Maria Assunta di epoca barocca ma rifatta nell'Ottocento. Proprio come in altri paesi della Basilicata anche Gorgoglione viella ricorrenza del «maggio»: un albero formato dalla congiunzione di un tronco di Cerro e di un agrifoglio. Nel piccolo centro di Cirigliano è possibile ammirare il palazzo feudale costruito nel 1593, con Torre a base ovoidale che custodisce un orologio poggiato su colonne. Nel palazzo vi è anche una cappella del XVII secolo, in cui sono conservati una storia è un dipinto di Giovanni De Gregorio raffigurante la Madonna del bambino.

Cirigliano-Accettura 2 punti 17 km

È molto bello anche questo tratto del percorso, purtroppo l'ultimo. Si giunge ad Accettura dopo numerose curve nel bel mezzo di pascoli e boschi tra daini e Cervi. Un tratto molto interessante è la statale 103 per i primi 7 km che dopo si congiunge alla statale 277 percorrendo la per 10 km. Le origini del paese sono antiche come testimoniano le terracotte votive del quarto terzo secolo avanti Cristo, custodite attualmente nel museo di Reggio Calabria. Il primo nucleo abitativo sorgeva nell'area denominata Raja, dove ancora oggi è possibile vedere i resti di una fortificazione a pianta quadrata punto di Accettura si ricorda la singolare festa sul tradizionale «maggio».

Questa zona fa parte del parco di Gallipoli cognato: con i suoi 4159 ettari di superficie, è uno dei parchi naturali più belli e caratteristici della Basilicata. La foresta ha origine dalla fusione delle due tenute boschive del Bosco Gallipoli e del Bosco Cognato ed è caratterizzata da una notevole varietà altimetrica, con il passaggio da quote di 200 metri ad altitudini stimabili sui 1300 metri. Qui, oltre ad ammirare le meraviglie del luogo come la fauna con esemplari di tassi, lupi, file e, donnole, lepri, qualche martora, istrici nella flora erbacea che si presenta ricca di ciclamini, anemoni, viole, pratoline, vinca, si può volare, nel vero senso della parola, da una cima all'altra della delle montagne circostanti grazie al «Volo dell'Angelo».

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