Parlare alla cittadinanza di Brt e mobilità sostenibile in un luogo pieno di barriere architettoniche. E i disabili restano fuori. È questa la vicenda vissuta ieri dalle associazioni «Dis- education» e «Adoc» dopo aver scoperto che una delle tante riunioni aperte a tutta la comunità, organizzata da Kyma Mobilità si sarebbe svolta all’interno di una parrocchia del Borgo, una struttura priva di scivoli e bagni per disabili.
«Siamo di fronte – ha detto il presidente di Dis-education Marco D’Andria - all’ennesima testimonianza che dimostra come l’amministrazione non ci ascolti. Il problema non è legato solo a piccoli disagi, come parcheggi, strade e luoghi non accessibili, il vero limite è la loro modalità di pensiero, di lavoro e di percepire il bene comune totalmente sbagliata».
Per D’Andria si tratta di una questione morale che va oltre il partito e le scelte politiche delle istituzioni. I volontari delle associazioni, infatti, qualche giorno fa avevano segnalato il disagio, chiedendo tramite mail alla società partecipata del comune, di risolvere il problema: immediata è stata la risposta di Kyma Mobilità che ha spiegando l’impossibilità di «apportare modifiche alla struttura preesistente o di cambiare la data dell’incontro perché già pubblicizzato», assicurando però «l’impegno futuro da parte dell’azienda a trovare sale adeguate alla partecipazione dei disabili».
Insomma, quella che sembrava una prima azione di apertura ha solo peggiorato una situazione già molto delicata. «Fa ridere – aggiunge D’Andria- pensare che un incontro sulla mobilità sia stato organizzato in un luogo pieno di barriere architettoniche. C’è poca attenzione, anche perché sono tante le sale accessibili che hanno a disposizione. È una mancanza di rispetto delle persone e delle leggi». È proprio all’articolo 55 del Codice del Terzo Settore, che sancisce la co-progettazione come strumento per l’amministrazione condivisa, che D’Andria si appella: «Vogliamo partecipare ai tavoli tecnici- ha detto – per collaborare. Non vogliamo sostituirci ai professionisti, ma in nostro punto di vista è fondamentale perché parte dai reali bisogni dei cittadini più fragili». Una proposta nata anche a causa dalle decine di segnalazioni che sono state raccolte attraverso l’osservatorio civico per l’accessibilità e la mobilità, istituito a giugno dall’associazione Dis-education.
Una su tutte quella di Vittoria Marinelli, cittadina disabile in carrozzina, residente a Lama, fatta qualche settimana fa per l’assenza di scivoli per disabili sul nuovo marciapiede per le Brt in via Carlo Magno. L’unica pedana presente è bloccata da due pali per la luce che non consentono il regolare passaggio. «L’amministrazione e l’assessore Giovanni Patronelli – ha sottolineato Marinelli- mi hanno assicurato un immediato intervento, ma al momento tutto è ancora fermo. Spero solo che non passi altro tempo prima di poter finalmente camminare regolarmente sul marciapiede».
















