Giovedì 12 Febbraio 2026 | 07:28

Taranto, sparò a due poliziotti in Viale Magna Grecia: condannato in appello

Taranto, sparò a due poliziotti in Viale Magna Grecia: condannato in appello

 
ALESSANDRA CANNETIELLO

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ALESSANDRA CANNETIELLO

Taranto, sparò a due poliziotti in Viale Magna Grecia: condannato in appello

Pena lievemente ridotta per il 46enne Varallo

Giovedì 12 Febbraio 2026, 05:36

07:24

Scende a 14 anni e 8 mesi di reclusione la pena per il 46enne Pantaleo Varallo, arrestato a gennaio 2022 per aver aperto il fuoco contro alcuni poliziotti in viale Magna Grecia dopo aver prima cercato di rubare una Porsche nella concessionaria Ventriglia. I giudici della Corte d’appello di Taranto – presieduta da Antonia Martalo, a latere Filippo Di Todaro e Ugo Bassi - hanno lievemente ridotto la condanna, ma sostanzialmente confermato il giudizio di primo grado che si era concluso con una pena di 15 anni e 7 mesi per il 46enne ex operaio Ilva e con un passato da guardia giurata. Sull’imputato – difeso dall’avvocato Andrea Silvestre - pesavano le gravi accuse di tentato omicidio, minacce, lesioni, detenzione e porto illegale di arma da fuoco, resistenza a pubblico ufficiale aggravata e tentata rapina (riqualificata in primo grado come furto aggravato e su cui era stato dichiarato il «non doversi procedere» perché non procedibile senza querela).

I fatti risalgono al 22 gennaio del 2022 quando Varallo sotto l’effetto di sostanze stupefacenti aveva cercato di rubare l’auto alla concessionaria con il pretesto di testarla. A chiamare le forze dell’ordine, il titolare dell’attività che riuscì a sventare il furto e allontanare il rapinatore. Pochi minuti dopo una volante della polizia intercettò Varallo e gli intimo di fermarsi: anziché arrendersi, mentre l’auto degli agenti effettuava un’inversione per raggiungerlo, il 46enne era però tornato indietro e dopo aver estratto una pistola calibro 9 l’aveva puntata ad altezza uomo. Nove colpi esplosi in direzione delle forze dell’ordine e della vettura di servizio che rischiarono di fare una vera carneficina andando a segno. Fortunatamente i poliziotti rimasero feriti in modo lieve. Il primo processo si è incardinato sulla valutazione della capacità di intendere e volere dell’imputato: i tre consulenti della difesa avevano accertato una «grave infermità di mente» accentuata dall’abuso di droghe, la perizia dello psichiatra nominato dal tribunale aveva invece riconosciuto un vizio parziale di mente che non annullava la facoltà cognitive di Varallo al momento dei fatti.

Nelle motivazioni della sentenza di primo grado era chiarito che la volontà di uccidere fosse «logicamente compatibile con il vizio parziale di mente». Per i giudici il 46enne aveva «continuato a esplodere i colpi d’arma sino ad esaurire l’intero caricatore» mirando alla testa e agli organi vitali degli agenti.

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