Giovedì 12 Febbraio 2026 | 16:06

Sigilli a due discariche abusive, 10 indagati per gestione illecita nel Tarantino

Sigilli a due discariche abusive, 10 indagati per gestione illecita nel Tarantino

 
Francesco casula

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Francesco casula

Sigilli a due discariche abusive, 10 indagati per gestione illecita nel Tarantino

Scarti di potature e altri rifiuti scaricati e bruciati in campagna. Sotto sequestro due aree situate in Contrada Mannara tra i territori di Taranto, Grottaglie e Villa Castelli

Giovedì 12 Febbraio 2026, 13:55

Un centinaio di “viaggi” per scaricare abusivamente rifiuti che talvolta venivano anche dati alle fiamme. È quanto accertato nel corso di un'indagine condotta dai carabinieri e dagli agenti della vigilanza ambientale della Regione Puglia che ieri mattina ha messo sotto sequestro due aree situate in Contrada Mannara tra i territori di Taranto, Grottaglie e Villa Castelli. Terreni sui quali camion, auto e furgoni arrivavano con facilità per scaricare principalmente residui di manutenzione del verde come sfalci e ramaglie, tronchi di alberi, ma non solo: l'inchiesta coordinata dal pubblico ministero Filly Di Tursi ha consentito di accertare che in quelle aree venivano abusivamente smaltiti anche materiali plastici, cartoni per imballaggi e rifiuti racchiusi in sacchi di plastica di colore nero. E ancora inerti da demolizione, materiale ferroso e pneumatici fuori uso e persino posidonia oceanica, le alghe che si accumulano lungo le spiagge durante l'inverno. 

Le attività investigative sono partite dalle segnalazioni di alcuni cittadini che hanno informato la Sala Operativa dell'Arma di alcuni roghi di rifiuti che, a febbraio 2024 avevano reso l'aria della zona irrespirabile: i sopralluoghi di militari e personale della Regione ha consentito di accertare che non si trattava di un episodio isolato, ma di un'area in cui l'abbandono era all'ordine del giorno. Le investigazioni hanno prima riguardato un'area in contrada Mannara: una serie di appostamenti degli investigatori hanno confermato l'attività sistematica di sversamento dei rifiuti, ma poi ha permesso di accendere i fari anche su una seconda destinazione: si tratta di un capannone all'interno del quale si svolgeva la stessa attività. Ed è stato proprio in quest'ultimo luogo che i carabinieri hanno piazzato delle telecamere che hanno catturato tutte le fasi esecutive dell'attività illecita: dall'arrivo dei mezzi, allo scarico dei materiali, fino ad alcuni episodi di incendio per fare spazio a nuovi “carichi” che il gruppo stava per depositare.

Nei guai sono finite dieci persone: si tratta dei proprietari dei terreni e del capannone, ma anche il titolare di una ditta che è ritenuta dal pm Di Tursi la principale responsabile dei danni generati all'ambiente: le immagini delle telecamere, infatti, hanno filmato non solo camion, furgoni e auto nelle fasi di scarico del materiale, ma anche il personale della società – con tanto di “divisa aziendale” - mentre abbandonava i rifiuti.

Nel decreto di sequestro, con il quale sono stati apposti i sigilli non solo alle due aree, ma anche a quattro tra camion e furgone e tre automobili, si legge che «Non v'è dubbio, attesa la sistematicità delle condotte poste in essere con predisposizione di mezzi e personale e per un lungo periodo con cadenza pressoché quotidiana, che la libera disponibilità dei due siti» e dei mezzi di raccolta e trasporto dei rifiuti «possa aggravare e protrarre le conseguenze del reato».

Senza il sequestro di aree e mezzi, quindi, la situazione ambientale potrebbe aggravarsi. Una misura su cui il collegio difensivo, composto dagli avvocati Biagio e Antonio Leuzzi, Salvatore e Andrea Maggio e Armando De Leonardo, stanno in queste ore valutando di ricorrere al Tribunale del riesame. 

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