«Messa a riposo senza stipendio e senza la possibilità di ottenere la pensione». È la vicenda che ha visto protagonista un’insegnante della provincia di Taranto, bloccata - secondo quanto riferiscono i sindacati - dalla decisione del dirigente scolastico che, nonostante 14 anni di servizio di ruolo e ulteriori contributi maturati in progetti come 'Diritti a scuola', «l'ha mandata a casa senza stipendio e con il sogno della pensione destinato a svanire» quando alla docente mancavano «appena due anni dal maturare il diritto alla pensione». L’intervento del sindacato, però, l’ha aiutata e mercoledì scorso è tornata a scuola. Patronato Cgil e Flc, infatti, hanno ricontrollato i suoi contributi e dimostrato che la cessazione forzata era infondata.
Viviana Lusso, segretaria generale Flc Cgil, sottolinea che "fa impressione constatare con quanta leggerezza si possa compromettere il destino professionale di qualcuno». «È servita una diffida ufficiale - aggiunge Lusso - ma resta incomprensibile l’atteggiamento del dirigente». Giovanni D’Arcangelo, segretario Cgil Taranto, evidenzia che la decisione arbitraria avrebbe compromesso la possibilità di maturare la pensione. L’amministrazione pubblica, dopo l’intervento del Patronato e dell’avvocato Giovanni Bufano, ha riconosciuto il rapporto di lavoro e la Flc Cgil ha richiesto anche le differenze retributive e la regolarizzazione contributiva.
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La Cgli Taranto: «Situazione risolta dopo intervento sindacale e annullamento decreto»
Lunedì 09 Febbraio 2026, 16:07















