Domenica 08 Febbraio 2026 | 16:48

Bambini e adolescenti digitali, nel Tarantino salgono del 18% i «dipendenti»

Bambini e adolescenti digitali, nel Tarantino salgono del 18% i «dipendenti»

 
FEDERICA POMPAMEA

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FEDERICA POMPAMEA

Bambini e adolescenti digitali, nel Tarantino salgono del 18% i «dipendenti»

Ariano (Asl): «Dalle 200 persone del 2024 alle 237 del 2025». Una vera e propria «pandemia digitale», sempre più diffusa specialmente nelle fasce d’età più basse

Domenica 08 Febbraio 2026, 14:11

«Nel primo mese del 2026 abbiamo preso in carico già 9 nuovi pazienti con disturbi comportamentali tra cui 2 adolescenti di 13 anni. Un dato preoccupante che conferma la crescita delle utenze degli anni passati, dove solo a Taranto si registra un aumento del 18 percento delle richieste: passando dalle 200 persone del 2024 alle 237 del 2025». Lo ha dichiarato Vincenza Ariano, direttrice del dipartimento Dipendenze Patologiche dell’Asl Taranto, durante la lectio magistralis dal titolo “Bambini e adolescenti digitali” dello psicologo ed esperto in dipendenze tecnologiche Giuseppe Lavenia.

Una vera e propria «pandemia digitale», sempre più diffusa specialmente nelle fasce d’età più basse che per la direttrice Ariano rappresenta un’occasione per intervenire precocemente e limitare i danni psico-sociali. Una tesi confermata anche da Lavenia: «A livello nazionale – ha detto- il 60 percento dei bambini, tra 0-6 anni, possiede già uno smartphone. Non sanno leggere o scrivere, ma sanno mandare un messaggio su Whatsapp. Questa affermazione mi spaventa, anche perché negli ultimi anni sono aumentate le diagnosi dei disturbi dell’attenzione e Adhd».

L’accesso immediato alle nuove tecnologie, infatti, diventa strumento per trasformare uno svago in una vera e propria dipendenza. «Sul nostro territorio - ha spiegato Ariano - lo scorso anno abbiamo avuto un incremento del 30 percento nella fascia d’età 20-24. Registrare questo risultato dimostra come il lungo percorso dell’utente, che sviluppa la patologia da nuove tecnologie, “dipenda” dall’incoscienza dell’eccesso e della caduta inevitabile nel disturbo comportamentale». Il valore aggiunto per la direttrice Ariano è la sensibilizzazione e il coinvolgimento della famiglia, che assume un ruolo centrale durante la terapia e non solo. «La guarigione – ha detto – deve partire dal cambiamento culturale dei comportamenti che oggi alcuni genitori accettano, ma che senza un adeguato controllo si trasformano in patologia».

Il servizio, richiesto in maniera gratuita, consente all’utente di essere seguito da un’equipe multidisciplinare, composta dalla figura del medico, psicoterapeuta, assistente sociale e educatore: «Il fenomeno della dipendenza comportamentale – ha detto la psicologa, Katia Pierri – riguarda tutti gli aspetti della vita sociale della persona: dall’ambiente familiare a quello lavorativo e relazionale con gli altri. Non possediamo strumenti predefiniti, perché il percorso terapeutico va costruito in base ai bisogni del paziente, ma seguiamo corsi di formazione per comprendere questi nuovi scenari e agire clinicamente in maniera corretta».

Anche per Lavenia, il fenomeno va fermato partendo dai genitori, che devono adottare comportamenti digitalmente corretti per dare il buon esempio ai propri figli. «Da anni – ha raccontato lo psicoterapeuta- mi batto per creare un patentino digitale obbligatorio: una specie di percorso formativo, per le famiglie, verso la consapevolezza dello strumento, per capire le opportunità che offre e i rischi che comporta se usato male».

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