Nessun nuovo focolaio a Cagnano Varano: il dato dei 177 nuovi ulivi infetti, come emerso dai dati divulgati nell’ultimo aggiornamento pubblicato sul portale istituzionale emergenzaxylella.it è da riferirsi a operazioni di monitoraggio effettuate a 50 metri dal contagio sviluppatosi a ottobre.
Secondo quanto già riportato dalla Gazzetta erano 153 le piante infette. Tra dicembre e gennaio, come da prassi, sono stati controllati gli ulivi monumentali nella zona circostante, 177 dei quali sono risultati infetti come testimoniano i certificati.
E tuttavia, compreso tra un bosco e un fossato, il focolaio di Cagnano Varano è di fatto impossibilitato a espandersi oltre. Ai monumentali infetti, diversamente dalle altre piante destinate all’espianto, saranno riservati trattamenti alternativi per tutelarne, per quanto possibile, il valore paesaggistico.
Nel Gargano «non ci sono altri focolai di xylella: le 177 piante monumentali infette trovate nella zona di Cagnano Varano si trovano all’interno del raggio di 50 metri delle 153 piante colpite dal batterio e censite già nell’ottobre scorso. L’elemento positivo è che il focolaio non si è esteso oltre il raggio dei 50 metri». Lo precisa in una dichiarazione l’assessore all’agricoltura della Regione Puglia, Francesco Paolicelli, che interviene dopo le dichiarazioni del consigliere pugliese Napoleone Cera (Lega) che parla di «altri 177 alberi infetti». «Parliamo di numeri che non possono essere minimizzati - dichiara il consigliere della Regione Puglia leghista - perché ogni pianta infetta rappresenta un potenziale focolaio capace di compromettere intere aree agricole. Il Gargano non può permettersi ritardi, sottovalutazioni o interventi tardivi».
«L'attenzione rimane alta - spiega Paolicelli - e l'intervento della Regione è stato immediato. Non c'è nessun allarmismo e continueremo a mettere in atto il protocollo che prevede l’eradicazione della pianta infetta e la rigenerazione dell’area».
















