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Nuovo sversamento in mare, a Gandoli divieto di balneazione

Nuovo sversamento in mare, a Gandoli divieto di balneazione

Gandoli, divieto di balneazione

Il sindaco di Leporano chiede l’intervento di Acquedotto pugliese

21 Settembre 2022

Paolo Lerario

TARANTO - È stata veramente parecchio evidente la delusione dei tanti turisti che nello scorso weekend hanno affollato le spiagge di Gandoli, borgata marina di Leporano. Colpa di un nuovo sversamento fognario che nella notte di mercoledì scorso ha interessato gli specchi d’acqua antistanti le spiagge pubbliche e in concessione, ove sorge un attrezzatissimo lido con annesso ristorante. Ancora una vasta chiazza tra il nero profondo e il marroncino ha reso impraticabile la balneazione. Proprio un nuovo divieto di balneazione è stato emesso dal sindaco di Leporano, Vincenzo Damiano, nella mattinata dello 14 scorso in seguito a questo ennesimo episodio.

Occhi puntati sulla condotta fognaria gestita da Acquedotto pugliese che, come nelle precedenti volte, ha inviato immediatamente i tecnici per disostruire e rimettere in efficienza quella condotta che tanti problemi continua a provocare all’economia locale legata alla filiera della risorsa mare e, particolarmente, all’immagine turistica di questa cittadina ionica sulla quale i diversi amministratori, frattanto succedutisi al governo cittadino, da anni hanno puntato.

L’ordinanza di divieto di balneazione è ancora vigente perché «i primi ed immediati prelievi – ha detto il sindaco - fatti dall’Arpa, subito allertata e tempestivamente intervenuta, non hanno dato risultati positivi e utili a revocare il divieto. Nella giornata di lunedì scorso ha ripetuto la campionatura per nuove analisi e confidiamo che anche questa volta l’allarme possa rientrare al più presto per restituire ai bagnanti e turisti un mare invidiabile».

Sì, invidiabile lo hanno definito i gestori del lido privato. «Sabato e domenica scorsi – hanno commentato – il mare, complice il vento di tramontana, ha reso la baia di Gandoli un incanto: da far seria concorrenza a località tropicali tanto rinomate e sospirate avendole anche nella provincia ionica».

Proprio per questo la delusione dei tanti stranieri è stata evidente. «Ci hanno raggiunto numerosissimi – aggiungono i gestori del lido – anche con taxi e navette. Erano per lo più francesi ed argentini che hanno insistito per entrare nel lido pur avendo loro spiegato l’impossibilità di poter fare il bagno. Così abbiamo offerto gratuitamente ombrelloni e sdraio per far godere questi ultimi scampoli di magnifico sole settembrino».

Ma resta tutta in piedi la questione di questi sversamenti. Aqp, Autorità idrica pugliese (Aip) e comune di Leporano, si sono incontrati in conferenza di servizi nello scorso mese, aggiornandosi per valutare il monitoraggio della condotta in cui a dire di Aqp ci sono «anomale immissioni intollerabili» e per cui «sugli scarichi illeciti stanno procedendo le forze dell’ordine», metter un punto fermo a questi “disagi” obbligando per diverse volte la prima autorità sanitaria locale ad uno stop and go, a seconda degli esiti delle analisi effettuate da Arpa.

Nella mattinata di oggi, intanto, sarebbe confermato un nuovo sopralluogo del Ctu nominato giudice del tribunale di Taranto, Stefania D’Errico, con i legali di parte, a tutela degli interessi dei gestori del lido in concessione, e tecnici.

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