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In Puglia e Basilicata

il caso

Taranto, diffida dei sindacati sul «MArTA»

Museo di Taranto, è scongiurata la chiusura domenicale

La sede del museo MArTA di Taranto

Il Museo archeologico nazionale oggi apre con l’intervento di alcuni vigilanti privati

03 Luglio 2022

Fabio Venere

TARANTO - Era inevitabile. E così, a poche ore dalla comunicazione ufficiale con cui il MArTA ha comunicato il contrordine (oggi il Museo apre regolarmente, in estremis, dopo l’intervento del ministero), è arrivata la reazione perentoria delle organizzazioni sindacali. Pomo della discordia, manco a dirlo, è il fatto che saranno dei vigilanti privati a sostituire i lavoratori garantendo così l’apertura per la giornata di oggi in cui peraltro, essendo la prima del mese, era già previsto l’ingresso gratuito.

In particolare, le organizzazioni sindacali (Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa e Flp) in una nota inviata alla stessa direttrice del Museo Archeologico (Eva Degl’Innocenti), al direttore generale del ministero area Musei (Massimo Osanna), al ministro della Cultura, Dario Franceschini e al segretariato regionale del Mic (Maria Piccarreta) passano al contrattacco. E diffidano la dirigente «ad emanare qualsiasi atto unilaterale . avvertono i rappresentanti dei lavoratori di Cgil, Cisl, Uil e Flp - che violerebbe le prerogative sindacali e metterebbe a rischio i visitatori e il patrimonio culturale custodito nel museo, affidandone - osservano i sindacalisti - a personale non idoneo la tutela». Inoltre, i sindacati si riservano di rivolgersi ad «ogni autorità che possa riconoscere e difendere le prerogative sindacali che sono, nei fatti, messe in discussione da Degl’Innocenti» e valuteranno «ogni azione di lotta per far cessare un atteggiamento che non tiene conto dei diritti dei lavoratori», sottolineano Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa e Flp che, nella stessa nota, annunciano lo stato di agitazione del personale del museo. E ancora, le organizzazioni sindacali chiedono infine al ministero della Cultura di «intervenire affinché cessi ogni atteggiamento che violi le norme contrattuali e le prerogative sindacali».

In precedenza, o meglio in apertura del loro documento, i sindacalisti avevano evidenziato che al Museo archeologico nazionlae di Taranto «vi è una carenza di personale dei due terzi rispetto a quello teorico previsto dall’organico del ministero, con carichi di lavoro più volte denunciati». Inoltre, Cisl, Cisl, Uil e Flp ribadiscono che «i rapporti con la dirigente sono compromessi a causa di atti unilaterali che - si riporta testualmente - non tengono conto della condizione dei lavoratori«. E ancora, «il tentativo di composizione del conflitto richiesto dalle organizzazioni sindacali si è concluso negativamente. Per questo - spiegano i sindacalisti - siamo stati costretti a ritirare la firma dal progetto che avrebbe consentito di effettuare i festivi oltre il limite contrattuale di un terzo nell’anno». Le organizzazioni sindacali sottolineano ancora che «vista la impossibilità di consentire l’apertura al pubblico del Museo in sicurezza con personale del ministero, il dirigente ha pubblicato sul sito istituzionale che il MArTA - ricordano i sindacalisti - sarebbe stato chiuso per carenza di personale nei festivi dal 3 luglio. Ma poi nella serata di venerdì è apparso sul sito istituzionale che domenica 3 luglio (oggi, ndr) il Museo sarà regolarmente aperto grazie ad un generico supporto della direzione generale Musei del ministero della Cultura».

I sindacati, infine, ricordano che a loro non è pervenuta informativa sulle modalità di apertura al pubblico in sicurezza ed evidenziano che personale ha, per la maggior parte, effettuato già un terzo dei festivi, che è «il limite contrattuale che può essere superato fino al 50 per cento dei festivi nell’anno solo in presenza di un accordo nazionale che, al momento, non è stato sottoscritto». In conclusione, per le organizzazioni sindacali l’avviso pubblicato sul sito internet appare «come atto unilaterale emanato dalla dirigente in presenza di tentativo di composizione del conflitto ancora in atto».

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