Lunedì 14 Ottobre 2019 | 10:14

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Ci saranno anche Lezzi, Costa, Grillo, Bonisoli e Trenta

Ilva, nuovo appello a Di Maio «A noi va bene il piano Mittal»

Sono 6mila le firme per l’esposto "Con il veleno nel sangue e il cuore in mano», lanciato nel gennaio scorso dall’ambientalista Luciano Manna e da Angelo Di Ponzio, papà di Giorgio, morto a 15 anni con un sarcoma dei tessuti molli, per denunciare le emissioni dello stabilimento siderurgico ArcelorMittal (ex Ilva) di Taranto, a cui hanno aderito associazioni e cittadini.
Martedì prossimo, alle ore 11, l’esposto sarà depositato negli uffici della Procura della Repubblica di via Lago di Bolsena. Foto e video che fanno parte del dossier, secondo gli ambientalisti, attestano chiaramente «le emissioni non convogliate che si verificano durante il giorno e la notte dagli impianti del siderurgico tarantino. Emissioni nocive e cancerogene che provengono dalle cokerie, dagli altoforni, dalle acciaierie e da altri impianti, gli stessi già sequestrati dalla Magistratura nel 2012».


Il materiale è stato raccolto dal novembre scorso. Manna e Di Ponzio sottolineano che «quanto legiferato in questi anni rappresenta la violazione dei nostri diritti. Pertanto, non riconoscendo gli effetti di queste leggi, palesemente anticostituzionali, martedì ci recheremo presso gli uffici della Procura della Repubblica di Taranto per depositare documenti raccolti da novembre ad oggi inerenti la gestione da parte di ArcelorMittal degli impianti ex Ilva di Taranto. Invitiamo il sindaco Rinaldo Melucci ad accompagnarci in Procura e a firmare questo esposto con noi; inoltre, estendiamo l’invito a tutti i rappresentanti politici locali, di tutti i livelli istituzionali».

LUNEDI' DI MAIO A TARANTO -  Saranno sei i ministri del Movimento 5 Stelle che lunedì saranno a Taranto in Prefettura per fare il punto sul Contratto istituzionale di sviluppo. Ci saranno il vicepremier e ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio, il ministro per il Sud Barbara Lezzi Lezzi, la responsabile della Salute Giulia Grillo, quello dell’Ambiente Sergio Costa all’Ambiente, quello ai Beni Culturali Alberto Bonisoli ed anche la titolare della Difesa Elisabetta Trenta

In occasione del Tavolo istituzionale per Taranto, previsto per lunedì 24 Giugno e a cui dovrebbero partecipare i Ministri Di Maio, Costa e Grillo, le associazioni aderenti al Piano Taranto (piattaforma che chiede la chiusura dello stabilimento siderurgico, la bonifica del sito con il reimpiego degli operai e la riconversione economica del territorio) terranno un sit-in dalle ore 11 davanti alla direzione dello stabilimento ArcelorMittal. «Sarà questa occasione - spiegano - per ribadire con forza che vengano annunciati pubblicamente i tempi e le modalità della chiusura progressiva delle fonti inquinanti per lo stabilimento ex Ilva, così come stabilito dal contratto di governo tra Lega e Movimento 5 stelle».

Per le associazioni «nessuna bonifica e processo di riconversione reale saranno mai possibili fino a quando le fonti inquinanti saranno attive e le nostre vite e di tutto l'ecosistema saranno messe in pericolo e fino a quando i diritti fondamentali, previsti dalla Costituzione della Repubblica Italiana, saranno quotidianamente violati nel nostro territorio in nome del profitto (salute, istruzione, lavoro, ambiente, uguaglianza di fronte alla legge, gioco)». Aggiungono che «il tempo delle finte interlocuzioni è abbondantemente scaduto». Il documento è firmato da Assemblea permanente Taranto Libera, Comitato Niobe, Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, Flm Uniti Cub, Giorgio Forever, Giustizia per Taranto, Tamburi Combattenti, Taranto Respira, TuttaMiaLaCittà e singoli cittadini. Altre associazioni e movimenti hanno un approccio diverso e chiedono al ministro Luigi Di Maio, che presiederà il Tavolo, «una diversa modalità di confronto che preveda da parte sua, e degli eventuali altri ministri presenti, risposte immediate al termine di ogni intervento. Ciò al fine di assicurare un puntuale contraddittorio tra le parti, nel rispetto dei ruoli».

Le stesse associazioni (LiberiAmo Taranto, Neopolites, Comitato donne e futuro per Taranto Libera, Genitori Tarantini, Movimento Associazioni e cittadini pro aeroporto Taranto-Grottaglie, Comitato Quartiere Tamburi, Comitato art. 32 Diritto alla Salute di Statte), peraltro, «intendono ribadire la necessità primaria e non più procrastinabile di chiudere definitivamente le numerose fonti inquinanti insistenti sul territorio tarantino».

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