Venerdì 18 Gennaio 2019 | 20:58

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Ilva, Senato approva
il decreto è legge

Ilva

L'Ilva

ROMA -  Il decreto per la vendita (o l'affitto) ai privati dei complessi aziendali dell’Ilva è legge. Con 157 i voti favorevoli, 95 contrari, e 3 astenuti, nella mattinata il Senato ha licenziato il testo in tempo record, mentre a Genova gli studenti applaudivano i cortei degli operai scesi in piazza a sostegno di quelli dell’Ilva che per tre giorni hanno bloccato lo stabilimento di Cornigliano. Lo sciopero indetto dalla Fiom (che a Cornigliano rappresenta il 70% degli operai) è costato all’azienda 6 milioni di euro e rischiava di mettere in difficoltà diverse commesse. Negli ultimi 10 mesi Cornigliano ha prodotto 80 mila tonnellate di banda stagnata per un fatturato di 60 milioni di euro contribuendo al risanamento dei conti.


Nel pomeriggio la tregua. Il prefetto di Genova ha garantito ai rappresentanti Fiom che al tavolo romano del 4 febbraio sull'accordo di programma dell’Ilva di Genova, ci sarà un rappresentante del governo: sarà il sottosegretario allo Sviluppo Economico Simona Vicari, in sostituzione del ministro Federico Guidi impegnata nello stesso giorno in una missione al Cairo e che la scorsa settimana aveva già incontrato i tre leader dei metalmeccanici (Landini, Bentivogli e Palombella) illustrando il piano del Governo sul'Ilva.


A mandare in fibrillazione i metalmeccanici dell’Ilva di Genova è stata l’accelerazione del Governo verso la cessione a privati deciso dopo appena un anno di Amministrazione Straordinaria. «La sensazione è quella che il Governo voglia liberarsi della patata bollente come sta facendo con la chimica" dice il segretario della Fiom provinciale di Genova, Bruno Manganaro. Sul sito genovese c'è un accordo di programma (siglato con governo e enti locali quando la proprietà era ancora dei Riva) che ha in pancia per chi compra l’Ilva una concessione demaniale fino al 2065 ma che prevede garanzie per 2.200 occupati e 700 milioni di investimenti. «Ecco - afferma Mangaro - per noi a Genova gli 'adeguati livelli occupazionalì che gli acquirenti devono garantire stando alla lettera del bando di gara sono i 2.200 posti previsti dall’accordo di programma. Se vogliamo, quell'accordo si può anche modificare ma dobbiamo essere tutti d’accordo. Un accordo non si straccia».

Per lo stabilimento di Cornigliano il decreto diventato legge prevede un aumento del del 10% dell’integrazione al reddito dei lavoratori in solidarietà. L’integrazione è garantita fino al 30 settembre 2016. Ma il pacchetto uscito dal Senato ha in sè una dote di finanziamenti statali complessivi per 1,1 miliardi di euro. Trecento milioni sono di prestito ponte «indispensabile per far fronte alle esigenze» di cassa per proseguire le attività del Gruppo nelle more delle procedure di trasferimento. Altri 800 milioni (600 per il 2016 e 200 per il 2017) sono destinati «al fine esclusivo dell’attuazione del Piano di misure» previsto per la tutela ambientale e sanitaria. Piano imposto, tra l’altro, dall’unione Europea che nel 2013 aveva aperto una procedura di infrazione per mancato rispetto degli standard di emissioni.

Sono poi stati introdotti criteri per favorire l’accesso delle imprese dell’indotto Ilva al Fondo di garanzia innalzando la garanzia all’80% del finanziamento e si è previsto che, tra i criteri di valutazione per l’accesso al Fondo, venga considerato che il soggetto richiedente abbia per almeno due esercizi anche non consecutivi (successivi al 31 dicembre 2010) realizzato almeno il 50% del proprio fatturato nei confronti dell’Ilva.

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