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In Puglia e Basilicata

Il progetto

Tumori, aiuto psicologico alle famiglie degli ammalati

Tumori, aiuto psicologico alle famiglie degli ammalati

(Foto Todaro)

Due associazioni hanno sviluppato il progetto Per me e per te, finanziato dal Komen Italia

29 Settembre 2018

Se c’è una cosa che sappiamo del tumore, è che quando colpisce frantuma la persona sia fisicamente che emotivamente. Se poi quella persona, come accade praticamente nella quasi totalità dei casi, non è sola, ma è un asse portante del sistema famiglia, un sostegno umano è psicologico diventa fondamentale. È partendo da questo presupposto che a Taranto due associazioni, Punto di Inizio Onlus e Arciragazzi Taranto, hanno sviluppato un progetto chiamato «Per Me e per Te», che punta ad aiutare le mamme affette da una patologia oncologica e i loro figli, durante il tutto percorso di elaborazione della malattia. Il progetto è finanziato dal Komen Italia (Susan G. Komen Italia Onlus), e ha ricevuto il patrocinio del Comune di Taranto e il sostegno della Asl jonica. Ieri mattina la presentazione dell’iniziativa alla quale erano presenti: Linda Catucci, presidente del Comitato Regionale Puglia, Susan G. Komen Italia, Claudia Panessa, presidente Punto di Inizio Onlus, Maria Franca Mastronardi, presidente Arciragazzi Taranto, Fabiano Marti, Assessore alla Cultura del Comune di Taranto, Stefano Rossi, direttore generale-Asl di Taranto, Antonietta Scafato, responsabile della Struttura Semplice Dipartimentale di Psicologia Clinica e Ospedaliera, Asl di Taranto. «Per Me e per Te» si svolgerà nel Centro della Cultura per l’Infanzia in via Pisa a Taranto. Nel dettaglio si propone di sostenere 10 mamme e relativi figli (età compresa tra i 5 e i 12 anni) promuovendo tra loro una comunicazione efficace per superare il momento traumatico. I colloqui conoscitivi con le mamme e con le famiglie si svolgeranno invece presso il Dipartimento di Psicologia Clinica. Il progetto avrà inizio nel mese di Ottobre, e si svilupperà in tre distinti laboratori: il primo rivolto alla madre, il secondo al figlio, l’ultimo indirizzato espressamente al dialogo tra i due. I laboratori saranno seguiti da psicologi ed educatori. Si andrà da un minimo di dieci incontri ad un massimo di venti, in base al numero delle famiglie che s’interfacceranno, per un totale di 235 ore. In particolare per ciò che riguarda i laboratori con i bambini, ci saranno prima degli incontri individuali e successivamente degli approfondimenti che prevedono il coinvolgimento di altri bambini che vivono la stessa situazione, attraverso attività ludico-educative e grafiche che permetteranno di far emergere le emozioni. Al termine del progetto «Per Me e per Te» ci sarà una valutazione conclusiva dei risultati ottenuti; le associazioni che hanno realizzato il progetto s’impegnano ad organizzare anche in futuro eventi finalizzati alla continuità di tale iniziativa. «Per una donna e madre malata di cancro sapere che il figlio soffre perché non comprende la malattia, è un dolore ulteriore – hanno spiegato Claudia Panessa e Maria Franca Mastronardi – con questo progetto non solo proviamo a costruire un dialogo tra i due, ma donare un po’ di serenità all’interna famiglia in un momento così complicato».

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