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Il caso

Ilva, sindaco Taranto: «Tavolo di Di Maio ennesima messa in scena»

Taranto, salta il bilancioMelucci: così me ne vado

Rinaldo Melucci si scaglia contro il vicepremier: «Mi rammarica molto vedere che siamo tornati, con incredibile superficialità e dopo tanta confusione, indietro di mesi rispetto al lavoro ed alle conquiste istituzionali di un tavolo riferibile alle grandi peculiarità e complessità tarantine»

27 Luglio 2018

Redazione online

TARANTO - «Cosa sarebbe questa ennesima messa in scena del tavolo del 30 luglio? Mi rammarica molto vedere che siamo tornati, con incredibile superficialità e dopo tanta confusione, indietro di mesi rispetto al lavoro ed alle conquiste istituzionali di un tavolo riferibile alle grandi peculiarità e complessità tarantine. C'è ora dentro di tutto, enti locali, sindacati, investitori, associazioni, di tutti i territori interessati». Lo afferma il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci a proposito del tavolo istituzionale sull'Ilva convocato al Mise per lunedì prossimo dal vicepremie Luigi Di Maio.

«Lo dissi a Calenda - aggiunge il primo cittadino - e lo ribadisco a Di Maio, è la forma per non decidere alcunché di serio, a meno che l’attuale Ministro non abbia già qualche comunicazione definitiva da trasmettere alle nostre comunità. Io esigo di conoscere le nuove proposte in tema ambientale di Mittal, non accetterò una carrellata di fredde slide stavolta. Il Comune di Taranto non può vestire la parte del semplice auditore, al pari di chiunque». Il Ministro «sta inspiegabilmente - attacca Melucci - facendo i conti senza un oste troppo importante. Ripristini immediatamente un metodo corretto o il sindaco di Taranto ne trarrà le proprie considerazioni e preparerà ogni strumento legittimo per contrastare questa nuova farsa a danno della città. Sono molto seccato di verificare che Commissari, Mittal e Ministro stiano provando a condurre questa delicata partita senza il propedeutico coinvolgimento della comunità tarantina».

Il sindaco «fino ad ora - conclude Melucci - è stato paziente e parsimonioso nelle parole, dinnanzi allo spettacolo penoso offerto da questo Governo, che ha cambiato innumerevoli volte priorità e idee, che ha trovato mille scuse per perdere tempo, che non è stato nemmeno capace di dire la verità ai propri elettori sull'impercorribilità della riconversione integrale. Per noi, da sempre, l’obiettivo è stato un’industria moderna e sostenibile, dunque non un’Ilva a qualunque costo».

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