Con il concerto-spettacolo che unisce la voce e la teatralità di Marisa Laurito alle poesie musicali di Enzo Gragnaniello, prosegue la stagione del Palatour di Bitritto che stasera alle 21 ospiterà «Vasame – L’amore è rivoluzionario». I due grandi artisti napoletani diretti dal regista Massimo Venturiello, sono i protagonisti di un evento dedicato al tema universale dell’amore. Sul palco anche un trio di musicisti composto da Piero Gallo al mandolino, Erasmo Petringa al violoncello e Marco Caligiuri alle percussioni. Vasame (baciami in dialetto napoletano) celebra l’universo amoroso in contrapposizione ad un mondo di violenza e disincanto. In programma il repertorio classico napoletano da «Passione» a «Scétate» a «Indifferentemente», accanto alle canzoni autorali di Gragnaniello (una delle voci più autentiche della musica napoletana contemporanea) come «O’ mare e tu», «Vasame», «Senza voce» e «Cu’mmè». La verace Marisa Laurito, dalla carriera poliedrica e brillante, contribuirà ad eseguire alcuni dei pezzi intramontabili del repertorio melodico napoletano, oltre a recitare brani poetici dedicati all’amore.
Marisa Laurito, tra canzoni, poesia, pittura e ironia parliamo di questo spettacolo squisitamente napoletano.
«È nato da una sinergia tra grandi artisti che, in questo momento molto buio e di sofferenze della nostra storia, vogliono contribuire a rilanciare l’uomo al centro della vita. Ognuno di noi deve impegnarsi in questo. Noi nel nostro piccolo ci proviamo perché crediamo che l’arte è cultura, bellezza e amore di fronte alle quali l’orrore dovrebbe indietreggiare».
Possiamo dire che lo spettacolo è un inno all’amore e alla sua forza trasformatrice ma soprattutto vuole essere un antidoto alla violenza?
«Assolutamente sì, in fondo lo spettacolo è pensato affinchè si pensi, si rifletta, si rida e ci si commuova. In un certo senso spargiamo semi d’amore perché credo che di questo oggi ha bisogno la gente».
Artista dai mille talenti e dalla creatività inesauribile, lei in questo spettacolo dipinge persino. Come si riconduce la pittura alla musica e alla recitazione?
«Sono tutte discipline artistiche fondamentali, parte integrante delle arti dello spettacolo e se si sanno ben interpretare possono toccare le corde più sensibili del pubblico diventando pura arte».
Questo spettacolo ha anche un risvolto sociale: i suoi quadri alla fine di tutti gli spettacoli portati in tournée in giro per l’Italia saranno venduti in beneficenza?
«Allestiremo un’asta di beneficenza i cui proventi saranno destinati a sostenere progetti per il popolo palestinese, oberato da una grave crisi umanitaria che ha colpito soprattutto donne, bambini e anziani. Comincio a dipingere un quadro all’inizio dello spettacolo per poi concluderlo alla fine. Dipingo sin dalla giovane età e quello che inizialmente è nato come un hobby è diventato poi un secondo lavoro con mostre realizzate in tutta Italia».
















