Venerdì 20 Marzo 2026 | 04:54

Porto Cesareo, tenta di strangolare l’ex compagna di 19 anni fino a farla svenire: arrestato 26enne

Porto Cesareo, tenta di strangolare l’ex compagna di 19 anni fino a farla svenire: arrestato 26enne

Porto Cesareo, tenta di strangolare l’ex compagna di 19 anni fino a farla svenire: arrestato 26enne

 
Redazione online

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Porto Cesareo, violenza nei confronti dell’ex compagna: arrestato un 26enne

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, durante un acceso discussione per la fine della relazione, l’uomo avrebbe aggredito la giovane afferrandola al collo. L’uomo è stato fermato per tentato femminicidio

Giovedì 29 Gennaio 2026, 13:10

19:13

Ieri nelle prime ore della mattina, a Porto Cesareo, in provincia di Lecce, i carabinieri della Tenenza di Copertino, supportati dai militari della Stazione, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal Tribunale di Lecce-Ufficio Gip a carico di un uomo di 26 anni, ritenuto responsabile di un grave episodio di violenza nei confronti dell’ex compagna, una giovane di 19 anni. La vicenda affonda le sue radici in una relazione sentimentale ormai conclusa, segnata però da un ultimo, drammatico confronto. È proprio da quel momento che ha avuto origine l’attività investigativa dei carabinieri, avviata dopo che la giovane si è presentata al pronto soccorso dell’ospedale di Copertino, visibilmente provata, per ricevere cure mediche. Dagli accertamenti è stato possibile ricostruire quanto accaduto la sera del 19 gennaio scorso. Durante una discussione legata alla fine del rapporto affettivo, l’uomo avrebbe improvvisamente perso il controllo, afferrando la ragazza al collo e stringendo con tale violenza da farle perdere conoscenza per alcuni istanti.

La giovane sarebbe poi caduta a terra, rimanendo sola fino al momento del suo risveglio. Una volta rinvenuta, la vittima si è recata autonomamente all'ospedale, dove i sanitari hanno riscontrato un quadro clinico che, unito al racconto dei fatti, ha fatto emergere la gravità dell’episodio. E' stata così avanzata una richiesta di misura cautelare, ritenuta fondata dall’Autorità Giudiziaria, che ha disposto la custodia in carcere. Nel frattempo, a tutela della persona offesa, sono stati predisposti servizi di vigilanza generale nei luoghi abitualmente frequentati.

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