Giovedì 29 Gennaio 2026 | 12:29

Bari, omicidio allo Stadio San Nicola: dopo 24 anni arrestato il presunto killer di un cliente delle prostitute

Bari, omicidio allo Stadio San Nicola: dopo 24 anni arrestato il presunto killer di un cliente delle prostitute

 
Redazione online

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Bari, omicidio allo Stadio San Nicola: dopo 24 anni arrestato il presunto killer di un cliente delle prostitute

foto d'archivio

Operazione dei carabinieri e della Dda, decisivo un collaboratore di giustizia. La notte del 4 maggio 2002 in tre avrebbero programmato una rapina a mano armata finita con un morto

Giovedì 29 Gennaio 2026, 10:32

La notte del 4 maggio 2002, in tre, avrebbero programmato una rapina a mano armata nei confronti di clienti delle prostitute nella zona dello stadio San Nicola di Bari. Per questo, uno di loro avrebbe indotto un uomo, un brindisino di 40 anni, ad appartarsi in una zona isolata e buia in modo da permettere l’intervento di due complici. La vittima, però, li notò e provò a scappare, e per questo fu colpito e ucciso con quattro colpi di pistola, sparati con una 9x21 regolarmente detenuta da uno del gruppo. A distanza di quasi 24 anni, i carabinieri di Bari hanno arrestato un pregiudicato presunto autore dell’omicidio. Le indagini sono state coordinate dalla Dda di Bari, l’accusa è di omicidio in concorso aggravato dai motivi abietti, dalle condizioni di minorata difesa della vittima e dal fine di eseguire una rapina a mano armata.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, è emerso come i tre presunti responsabili - uno dei quali morto, l’altro è diventato nel frattempo collaboratore di giustizia - avessero studiato «un collaudato modus operandi» per rapinare i «fruitori di prestazioni sessuali a pagamento» nella zona dello stadio. Quel 4 maggio, dopo l’omicidio, gli indagati avrebbero perquisito la macchina della vittima, spostandone i vestiti, e poi avrebbero spostato anche la stessa auto in modo da renderla meno visibile, lasciando però all’interno delle impronte digitali. Circa venti giorni dopo l’omicidio, poi, avrebbero bruciato l’auto usata per la rapina. Decisivi per le indagini i contributi forniti proprio da uno dei partecipanti all’azione, diventato nel frattempo collaboratore di giustizia, e gli accertamenti sulle impronte digitali rilevate sull'auto della vittima.

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