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Punti di vista

Bari, soggiogato in casa dai suoi gattucci

Torna «Felina», a Bari in mostra i gatti più belli del mondo

Dorian, Gianduiotto e Albertino

E dire che per gli animali non aveva provato mai altro se non indifferenza

21 Agosto 2022

Alberto Selvaggi

E dire che per gli animali non aveva provato mai altro se non indifferenza e ripulsa. E dire che gli amici stessi ironizzavano: è noto il tuo sereno ed empatico rapporto con le bestie, per non parlare degli uomini. Invece eccolo, a Bari nei pressi di Parco 2 Giugno, soggiogato dai gatti in casa sua.

Fin dal principio, d’altronde, il destino si era manifestato come schiavitù. Ricevé in regalo da un’amica, detta la Dominatrice, un maschietto exotic shorthair dal muso piallato color biancorosso. Un concentrato di tenerezza estatica che avrebbe tramortito un orco. Lo chiamò Dorian, cercò di restituirlo, preso al solito da panico patologico, ma Padrona lo sferzò: sei un irrisolto, incapace di reggere perfino il ruolo con un gatto innocuo. Capitolò: «Dominatrix lo ordina». Di là acquistò un secondo bimbetto coi baffi, Albertino, bianco occhiazzurro. L’allevatore, somigliante a Gesù, gli donò due esotiche che il tapino affidò a sua volta. Un’amica di costui un esemplare dagli occhi zaffiro, Gianduiotto. E non resisté al suo corpicino di foca.

Solo contro tre dominatori cadde in ginocchio. Assediato sulla scrivania dai correttori felini di bozze ne acquistò una enorme. Rinunciò al tavolo da pranzo mangiando in piedi perché è la dormeuse di ‘sti dolcissimi botoli che lo tallonano ovunque. Rinunciò alla credenza, rampa per tuffi e area meditazione. Rinunciò al primo ripiano del frigo perché cuccia preferita da Albertino che resta nell’elettrodomestico anche a portello chiuso. Rinunciò al primo ripiano dell’armadio in quanto appena apre vi si tuffano i cicciosi. Rinunciò a star da solo sul cesso in quanto il malvagio Albertino schizza sul bidè in postazione per dargli assistenza con carezzine felpate o acciambellandosi sulle ginocchia. Rinunciò al borsone delle buste in quanto Gianduiotto, assumendo l’espressione di Bruce Lee prima di assestare il colpo, vi si precipita dal comò a corpo morto. Rinunciò all’inviolabilità del letto, tappa di inseguimenti notturni. Rinunciò al sonno in quanto Albertino gli si spalma sulla faccia (soffocamento) con il pancino setoso, Dorian sugli inguini col capoccione, mentre Gianduiotto annusa gli alluci che dopo rosicchia lemme tipo mucca che bruca. Rinunciò alle ginocchia piegandosi a spalare escrementi in artrosi. E si ritrovò schiavo come tutti i gattofili di bestioline che si facevano venerare dagli stessi faraoni rapendogli l’anima e baciandogli il cuore.

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