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Costruttori di pace nella scia di Cesare

Costruttori di pace nella scia di Cesare

Omaggio a Cesare Sangalli, responsabile Amnesty del gruppo di Foggia, morto improvvisamente e prematuramente nei giorni scorsi

29 Maggio 2022

Rossella Palmieri

“Sventurata la terra che ha bisogno di eroi”, sentenziava Brecht nella sua “Vita di Galileo”, un vero e proprio manifesto contro l’oscurantismo culturale. E prendendo in prestito l’aforisma tra i più noti del grande drammaturgo tedesco rendiamo omaggio a Cesare Sangalli, responsabile Amnesty del gruppo di Foggia, morto improvvisamente e prematuramente nei giorni scorsi. Sul campo si direbbe, come gli eroi, mentre presentava il libro di Papa Francesco “Contro la guerra. Il coraggio di costruire la pace”. Lui, attivista e militante, originario di Portoferraio ma naturalizzato foggiano, aveva vissuto l’intensa stagione del contrasto a ogni forma di ingiustizia nel mondo, spendendosi in prima persona per tutte le cause di volta in volta sposate da Amnesty e facendo sì che Foggia fosse eco profonda dei valori sociali e della pace. In una città complessa, ma mai avara di risposte sul fronte della solidarietà e del rispetto grazie a un attivismo la cui tenacia si deve a uomini come Cesare, non si può che registrare una perdita di grandissimo peso. Dal punto di vista umano senz’altro, per la circostanza stessa della morte che, quando improvvisa, fende come una lama tutti, lasciandoci attoniti e sgomenti, ma anche dal punto di vista sociale. Cesare, quando presentava i libri o quando sosteneva una causa, si batteva con brillantezza e con “genuino impeto di rivalsa”, si legge nella nota di commiato di Amnesty. E di questo avvertivamo tutti il bisogno, perché non si è mai fino in fondo perseveranti per quelle cause che non ci riguardano direttamente e da vicino e per le quali è facile cadere nella tentazione di voltarsi dall’altra parte, tanto grandi sono rispetto alle nostre (in fondo) esili braccia. Ma nel lessico di Cesare, evidentemente, non esisteva il ‘non si può’, che esso fosse il contrasto alla pena di morte piuttosto che i cambiamenti climatici o contro le armi o in difesa di Patrick Zaki. Un vasto movimento di opinione pubblica sapeva creare Cesare – aveva adottato due bambini africani che lascia insieme alla moglie – e che se ne sia andato parlando del tema a lui caro ci dà la misura del suo carattere eroico. Bisognerà ora fare tesoro dei suoi insegnamenti e proseguire nel solco da lui tracciato per portare avanti quelle battaglie che sapeva combattere con il sorriso e allo stesso tempo con spirito sulfureo. Perché il più delle volte occorre questa ben combinata miscela per combattere senza lasciare sul campo la gentilezza e per avanzare senza cedere alla mollezza. Grazie Cesare.

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