Michele Emiliano, cosa c’è in palio nel referendum sulla Giustizia del 22 e 23 marzo?
«La destra che governa l’Italia aveva in mente qualcosa che creasse un’identità comune della sua coalizione, consapevole di non aver ottenuto la maggioranza dei voti nel 2022, e di essere in difficoltà per il 2027, quando il vasto fronte del centrosinistra non rifarà l’errore di andare separato alla verifica elettorale».
La riforma…
«Invece della strada in salita dell’introduzione del presidenzialismo, impossibile con al Colle un presidente amato come Sergio Mattarella, le forze di governo hanno scelto, sondaggi alla mano, di fare una prova generale delle modifiche alla Costituzione che il popolo italiano può attualmente tollerare».
Come?
«Attraverso la riduzione dell’autonomia e l’indipendenza della magistratura si replica lo stesso lavoro delle destre di tutto il mondo, come negli Usa, dove al Ministero della Giustizia ci sono gli avvocati che hanno difeso il presidente dalle accuse di insurrezione. Questa è la partita».
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