Mercoledì 18 Febbraio 2026 | 08:01

Dal Sudan a Bari per ricevere cure: il piccolo Santo di 6 anni è morto dopo l'asportazione della milza

Dal Sudan a Bari per ricevere cure: il piccolo Santo di 6 anni è morto dopo l'asportazione della milza

Dal Sudan a Bari per ricevere cure: il piccolo Santo di 6 anni è morto dopo l'asportazione della milza

 
Viviana Minervini

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Viviana Minervini

Dal Sudan a Bari per ricevere cure: il piccolo Santo di 6 anni è morto dopo l'asportazione della milza

L'operazione è riuscita, ma il bimbo si è spento in reparto poco dopo il risveglio; sul corpo sarà eseguito un riscontro diagnostico ma non è stata aperta alcuna inchiesta e non si sospetta alcun errore o colpa professionale. L’addio delle maestre e dei compagni di classe

Mercoledì 18 Febbraio 2026, 07:05

I disegni dei compagni di classe. Sagome di bimbi mano nella mano, tra stelle e cuoricini, con scritte variopinte: «Santo ti vogliamo bene». I compagni del piccolo Santo hanno ricordato così, nella chiesa dei Martiri di Abitene di Bitonto, il loro amico mancato venerdì scorso dopo un’operazione chirurgica, ad appena 6 anni. Il bambino era arrivato con la sua famiglia dal Sud del Sudan in Puglia a marzo 2025. Il corridoio umanitario in Italia era necessario e urgente per curare l’anemia falciforme di Santo.

La famiglia – mamma, papà e altri due figli di 3 e 10 anni – vive da ormai un anno e mezzo a Bitonto, seguita dalla cooperativa Auxilium. Il luogo non è stato scelto a caso: era il centro più vicino all’ospedale Giovanni XXIII, dove il piccolo era in cura, seguito da uno staff prezioso di medici e operatori sanitari.

Giovedì scorso Santo è stato ricoverato per una “banale” operazione di asportazione della milza che probabilmente gli avrebbe consentito di convivere più serenamente con la sua patologia. Ma qualcosa è andato storto. L’intervento è perfettamente riuscito, il piccolo è tornato nella sua stanza ma, dopo essersi svegliato e aver salutato la mamma con gli occhioni vispi e il suo «Hello Mamy», ha voltato il capo e non si è più svegliato. I medici, disperati, accorsi in reparto, hanno cercato di rianimarlo per quasi un’ora, senza successo. Il suo cuoricino si è fermato, lasciando tutti senza parole e con una tristezza immensa nell’anima. Sul corpo sarà effettuato un riscontro diagnostico dall’Anatomia patologica dell’Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari, ma non è stata aperta alcuna inchiesta e non si sospetta alcun errore o colpa professionale.

Il piccolo frequentava la scuola primaria “Cassano – de Renzio” e i compagni si sono riuniti al fianco della famiglia, insieme al personale di Auxilium e a don Pierpaolo Fortunato, per intraprendere un percorso di elaborazione del lutto. «Alla morte non si è preparati mai, tantomeno a quella dei più piccoli – dice tra le lacrime un’insegnante di Santo –. Sarà difficile tornare alla routine senza vedere i sorrisi di Santo, i suoi lacrimoni quando gli si negava qualcosa, i suoi panini enormi: era tutto più grande di lui, dal suo nome fino al suo triste destino». Era un bimbo «intelligentissimo e, nonostante le sue visite periodiche in ospedale, non perdeva mai la gioia di vivere con noi la scuola, la sua seconda casa».

«I vivaci corridoi della nostra scuola si chiudono in un doloroso silenzio – scrivono sul profilo dell’istituto –. Custodiremo il tuo sorriso, piccolo Santo, come un prezioso tesoro». E le mamme aggiungono: «Oggi ci sentiamo tutte mamme di Santo, nessun genitore dovrebbe provare questo dolore disumano. Rimarrai nei nostri cuori, piccolo angelo dagli occhi scuri e profondi e dal sorriso contagioso».

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