Si attenua la crisi idrica in Basilicata, migliora ma senza farsi illusioni la situazione in Puglia ed in particolare in provincia di Foggia nell’invaso più grande della regione, quello di Occhito. Notizie nel complesso confortanti per gli usi civili e agricoli in Basilicata, meno per quelli irrigui in provincia di Foggia dove c’è la più grande pianura agricola del Mediterraneo con i suoi 550mila ettari coltivabili.
La Basilicata grazie alle piogge e alla neve accumulata nelle scorse settimane, ha praticamente riempito i serbatoi. Ad oggi la diga di Monte Cotugno ha già superato il livello massimo raggiunto nel 2025 (a fine aprile). Come detto si tratta di una ulteriore conferma del netto miglioramento della situazione dei principali invasi lucani, grazie alle continue e abbondanti piogge che hanno interessato soprattutto i settori occidentali-tirrenici da metà gennaio in poi.
Monte Cotugno ha raggiunto i 157 milioni di metri cubi di acqua (+38 milioni di metri cubi di acqua rispetto a un anno fa) ma soprattutto ha superato i 153 milioni raggiunti a fine aprile scorso. Il Pertusillo con 92 milioni di metri cubi si avvicina alla massima capienza autorizzata per il periodo. Anche tutti gli altri invasi (Conza 30 milioni, San Giuliano 27 milioni e Camastra 12 milioni) risultano in costante miglioramento. Soprattutto per la diga della Camastra, il dato è decisamente incoraggiante tenuto conto che quell’invaso serve il potabile a Potenza città e nella maggior parte dei comuni della provincia potentina.
Di segno opposto la situazione in Puglia ed in particolare in provincia di Foggia dove l'invaso di Occhito registra numeri migliori rispetto agli ultimi mesi ma non tali da far rientrare l’emergenza. La situazione della diga sul Fortore è in sensibile miglioramento (75 milioni di metri cubi di acqua, quasi il doppio del 2025), ma la ripresa è più lenta e la capacità massima lontana (potrebbe contenere 250 mln di acqua utilizzabile). I dati tuttavia fanno ben sperare considerando che solitamente la crescita degli invasi raggiunge l'apice a inizio primavera. Per l’invaso foggiano l’acqua potabile per ora è garantita, ma restano i problemi per l’irrigazione idrica.
Tutto questo mentre si è in attesa della progettazione e della soluzione per il «tubone» del Liscione in Molise che dovrebbe portare l’acqua che finisce in mare dall’invaso molisano proprio alla diga di Occhito e garantire così una riserva costante di acqua sia per gli usi potabili che per quelli irrigui. Al riguardo va aggiunto che proprio sul tubone del «Liscione» si è registrato uno dei primi interventi di Decaro da neo presidente della Regione Puglia.
E a proposito di nuove opere pubbliche nel settore idrico, va registrata una iniziativa congiunta dei Comuni dell’area del Fortore (al confine tra Puglia e Molise), agricoltori e associazioni di categoria che sollecitano invece la realizzazione della nuova diga di Piano dei Limiti, la cui capacità di 42 milioni di metri cubi di acqua andrebbe a servizio della sola agricoltura. Sul problema hanno preso posizione i consigli comunali di Casalnuovo Monterotaro, Casalvecchio di Puglia, Castelnuovo della Daunia, Carlantino, Celenza, San Marco La Catola e Volturara che in un ordine del giorno hanno deliberato di ritenere assolutamente importante e urgente che nelle sedi competenti venga presa una decisione in merito alla realizzazione della diga di Piano dei Limiti e di chiedere alla Presidenza del Consiglio dei ministri, al Ministero delle infrastrutture, alle Regioni Puglia e Molise, alle Province di Foggia e Campobasso, ai comuni della Provincia di Foggia, ai comuni di Colletorto e San Giuliano di Puglia ed al Consorzio per la Bonifica di Capitanata, di attivarsi affinché il progetto della realizzazione della diga di Piano dei Limiti possa trovare idonea e piena condivisione, partendo dalla valorizzazione della progettazione esecutiva già esistente che va adeguatamente aggiornata.













