«La separazione delle carriere già c’è. Da anni. È stata fatta la Cartabia. È il sorteggio per il Csm a risultare inaccettabile». Antonio Decaro, governatore della Puglia, ieri era in via Sparano per la passeggiata del sabato mattina.
Fermato da sostenitori e passanti per selfie e saluti, ha trovato un attimo per spiegare la sua posizione sul referendum legato alla riforma Nordio (oggi sarà alle 11 all’AncheCinema di Bari con la segretaria del Pd Elly Schlein per difendere le ragioni del No): «Attualmente è complesso per un magistrato passare dalla funzione di giudice a quella di pm e viceversa. Il nodo - spiega alla Gazzetta - non riguarda le carriere ma le innovazioni introdotte dal progetto della destra».
E qui si sofferma ancora: «Nessuno vorrebbe che il proprio amministratore di condominio fosse individuato con il sorteggio. È una cosa che non può funzionare. Anche i due Csm e l’istituzione di un Consiglio di disciplina potrebbero creare disequilibri nell’autogoverno della giustizia italiana».
Poi una considerazione: «L’appuntamento del 22 e 23 marzo rispetto al dato dell’astensionismo? Su questo tema, quello della partecipazione dei cittadini alla vita pubblica, siamo tutti impegnati, per combattere la disaffezione e restituire valore alla partecipazione civile, elemento fondante della nostra democrazia e delle nostre comunità», ha concluso Decaro, che anche il giorno della sua elezione alla presidenza della Regione aveva riservato riflessioni amare rispetto alla crescita del disinteresse per la politica da parte dei pugliesi. La posizione del leader barese, di estrazione socialista, è differente rispetto al Psi, che invece - con incontri su tutto il territorio nazionale - sta sostenendo le ragioni della riforma del governo.
Oggi intanto ritorna a Bari la leader Schlein, e sarà sul palco del politeama barese proprio con Decaro, espressione della corrente Energia popolare, l’area dell’eurodeputato Stefano Bonaccini, da qualche mese entrata nella maggioranza che guida il partito.
La segretaria negli ultimi due anni ha consolidato il rapporto con il Pd Puglia, supportando alle comunali del 2024 l’elezione del sindaco Vito Leccese a Bari, l’exploit di Decaro alle europee (dove ha conquistato 500mila voti nella circoscrizione Sud) e la successiva campagna per le regionali del novembre scorso. A quest’ultima competizione ha contribuito facendo superare a Decaro le riserve sulla sua candidatura, annunciata nella festa regionale dell’Unità, promossa dal segretario pugliese Domenico De Santis a Bisceglie, a inizio settembre.
La segreteria nazionale del partito, come ribadito dal capogruppo al Senato Francesco Boccia alla Gazzetta, considera la riforma Nordio pericolosa «perché mette a repentaglio gli equilibri previsti nella carta costituzionale», e ha stigmatizzato con i toni usati dal Guardasigilli a Palazzo Madama con l’evocazione del rischio Brigate Rosse che avrebbe spinto il governo a varare un nuovo Pacchetto di norme restrittive sulla sicurezza.
La mobilitazione pugliese del Pd, che si materializza in incontri e dibattiti a cui partecipano i comitati territoriali delle sei province per il no, oltre ad esponenti dell’Anm, se sarà in linea con le potenzialità del centrosinistra regionale, potrebbe garantire un riscontro tangibile nelle urne referendarie, il cui esito - se favorevole alle ragioni degli oppositori della riforma - favorirebbe una ripartenza con slancio verso le prossime politiche. A quella competizione guarda la Schlein consapevole che la coalizione progressista non si presenterà divisa, ma adottando il campo largo, opzione sperimentata in maniera pionieristica dall’ex governatore Michele Emiliano nella scorsa legislatura regionale, quando allargò la maggioranza ai post grillini.















