Da quattro stagioni è un punto fermo del Lecce, Wladimiro Falcone, che ha sempre avuto un rendimento molto alto e che nel 2025/2026 sta vivendo una annata strepitosa. Arrivato nel luglio 2022, è stato sin qui protagonista in 138 gare consecutive su 138 disputate dai giallorossi in massima serie, senza abbandonare mai il campo e rivelandosi un autentico baluardo difensivo. Dall’inizio del torneo in corso è anche il capitano della squadra salentina della quale, per dirla con le parole del presidente Saverio Sticchi Damiani, «incarna gli ideali sportivi e morali».
Abbiamo intervistato in esclusiva il portierone romano all’indomani della vittoriosa sfida interna giocata contro l’Udinese ed alla vigilia della trasferta di Cagliari. «Prima di affrontare il team friulano, stavamo attraversando un periodo negativo dal punto di vista dei risultati, ma non delle prestazioni - sottolinea - Mancava qualcosa, compreso un pizzico di fortuna, in zona gol. Contro i bianconeri ci siamo sbloccati grazie alla splendida punizione calciata da Banda ed abbiamo conquistato 3 punti preziosi che ci hanno dato entusiasmo e ci hanno permesso di vivere una settimana con il sorriso. Ora siamo attesi da un altro incontro molto importante, nel quale daremo come sempre tutto». Da quattro stagioni, quando è sull’orlo del baratro, il Lecce trova la forza per risollevare la testa: «Il gruppo è sempre stato molto coeso e questo è fondamentale per reagire nei periodi avversi. Quest’anno, io indosso la fascia, ma i capitani sono più di uno e mi riferisco agli uomini più esperti, a chi fa parte dello zoccolo duro della rosa. Ci aiutiamo l’un l’altro, ci confrontiamo, diamo una mano ai giovani, che hanno grande voglia di crescere».
A fine campionato, Falcone potrebbe diventare il portiere del Lecce con il maggior numero di presenze in A, scavalcando un estremo difensore del calibro di Fabrizio Lorieri: «Non mi sarei mai aspettato di compiere un simile percorso con la compagine salentina. Ne sono orgoglioso. Amo questa piazza. Se arriverà anche il record sarò contentissimo. So quanto sia apprezzato Lorieri dai tifosi giallorossi. Ma la cosa alla quale tengo più di tutte è il risultato finale del collettivo». La quarta salvezza consecutiva per ora è un sogno che il complesso diretto da Eusebio Di Francesco proverà a trasformare in realtà, ma l’estremo difensore capitolino è già nella storia per averne conquistate tre di fila: «La prima, nel 2022/2023, è legata al rigore che ho parato a Monza a pochi minuti dal termine ed a quello realizzato durante il recupero da Colombo. Una emozione dietro l’altra. La seconda, nel 2023/2024, è stata centrata con maggiore anticipo e ci ha permesso di vivere senza stress le ultime giornate. La terza, nel 2024/2025, è stata sancita dalla storica partita disputata all’Olimpico, contro una Lazio che, a sua volta, si giocava l’ingresso in Europa. Tutti ci davano per spacciati, ma abbiamo compiuto una grande impresa. Sappiamo che anche nel torneo 2025/2026 ci sarà da tribolare sino in fondo, ma spero con tutto me stesso che anche questa volta, alla lunga, si possa gioire. La cosa certa è che daremo il massimo pur di riuscirci, senza tirarci mai indietro».
Scontata la risposta alla domanda su quale sia stata la permanenza che è costata di più sul piano nervoso: «Quella dello scorso anno. I giorni precedenti la sfida con la Lazio si sono rivelati complicatissimi da gestire a livello mentale». Il capitano del Lecce ama il Salento: «Mi piacciono molto sia la città che il territorio. Il mare di questa terra è stupendo, come del resto il paesaggio. Nelle prime tre stagioni, ho abitato in centro ed ho fatto spesso delle passeggiate, ricevendo l’abbraccio dei tifosi, che mi hanno manifestato affetto e stima. L’amore che la gente ha per la maglia giallorossa e per chi la indossa mi emoziona e mi riempie di orgoglio».
L’ex Sampdoria ha hobby molto semplici: «Io e Kristin, la mia ragazza, amiamo stare in casa. Ci piace vedere dei film. A volte uscire per una passeggiata. Personalmente, mi diverto molto con i videogiochi, soprattutto con la Play Station». Confessa di avere, prima delle gare, una scaramanzia: «Indosso sempre prima il guanto della mano sinistra». Il grazie per la carriera che lo ha portato a farsi onore in massima serie, lo deve innanzitutto alla sua famiglia: «Mamma Rita, che purtroppo è venuta a mancare nell’agosto 2024, mi accompagnava, da bambino, agli allenamenti. Si trattava di un sacrificio notevole, in quanto il campo era parecchio distante da casa. Lei restava a vedere tutta la seduta e poi rientravamo. Ma mi hanno seguito sempre e mi stanno vicini, sia papà Paolo che mia sorella Erika. Devo tanto anche a loro».
Al Lecce ha garantito tantissime parate salva risultato, ma quando ha commesso qualche errore ha spesso subito aspre critiche: «Se sbaglia un portiere spesso si subisce un gol, il che pesa nell’immaginario collettivo. Ciò premesso, nel calcio, se le cose vanno bene si diventa eroi, se invece vanno male si diventa scarsi. Le critiche ingenerose fanno male, ma sono parte del gioco. Di norma sono frutto della delusione provata dal tifoso. A Lecce, tra l’altro, so che i supporter mi apprezzano e che sono consapevoli che do fondo ad ogni più riposta energia pur di essere all’altezza del compito». Sul rapporto con i tifosi dice: «È ottimo. Il loro sostegno è fondamentale per tutti noi. Da capitano, cerco di rappresentarli al meglio in tutti gli stadi d’Italia in cui siamo impegnati». Molti addetti ai lavori ritengono che, per l’undici salentino, gli interventi di Falcone portino più punti dei gol degli attaccanti: «È un bel complimento al mio impegno. Spero che ne ricevano tanti anche tutti i miei compagni per le reti realizzate e per le prestazioni che insieme riusciremo a sfoderare da qui al termine del campionato, per il raggiungimento del traguardo per il quale lottiamo».
Lunedì, il Lecce visiterà il Cagliari, che all’andata ha espugnato il “Via del Mare”: «Da quel giorno siamo cresciuti parecchio. Sappiamo che lo stadio spingerà la formazione sarda. Ma a noi servono punti. Sono fondamentali per raggiungere l’obiettivo. Speriamo di ricambiare il brutto “scherzo” che i rossoblù ci hanno giocato in casa nostra».














