Nato in Bulgaria il 23 marzo del 1999, Nicolai Pio ha vissuto dall’età di 2 anni a San Nicandro Garganico, comune in provincia di Foggia, adottato da una famiglia del posto ed ora vive e lavora in Veneto nella scuola. Di recente, dopo avere conosciuto i suoi genitori biologici, ha scoperto di avere un fratello gemello che risulta essere morto poco dopo la nascita. Ma lui non ci crede e ha deciso di cercarlo.
«Ho saputo di essere figlio adottivo all’età di sei anni - racconta - quando i miei genitori me lo hanno rivelato, dicendomi che, nel momento in cui avessi voluto conoscere i miei genitori biologici, mi avrebbero aiutato. Questo momento è arrivato circa un anno fa, quando con mio padre mi sono recato in Bulgaria a conoscere la mia famiglia biologica, composta da papà, mamma e cinque tra fratelli e sorelle. Lì ho scoperto di avere un gemello omozigote. A mia madre, in ospedale, un mese dopo il parto, dissero che era morto. Ma lei non ha mai visto il suo corpo. Io credo, al contrario, sia vivo. Lo sento e chiedo a chiunque sappia qualcosa di aiutarmi a ritrovarlo». Nicolai oggi ha 26 anni, ha fatto i conti con il suo passato, e sulla sua storia ha scritto anche un libro, «Io e la mia adozione».
«Da quando i miei genitori mi hanno rivelato di essere figlio adottivo, ho vissuto anni turbolenti, un’adolescenza inquieta. Terminati gli studi quattro anni fa, nel 2025 mi sono trasferito in Veneto per lavoro e da solo mi sono recato la prima volta in Bulgaria in cerca di notizie, senza ottenerne - continua Nicolai - Rientrato in Italia, ero ancora in aeroporto quando chiamai mio padre e gli rivelai tutto. Lui mi disse 'ti aiutiamo noi' e tramite un avvocato siamo riusciti a scoprire dove si trovava la mia famiglia». Papà mi ha accompagnato in Bulgaria ad aprile del 2025.
Davanti casa della mia mamma biologica c'è stato l'incontro, ci siamo abbracciati e abbiamo pianto, abbiamo rivissuto 26 anni in una giornata e abbiamo festeggiato». «A chi legge la mia storia voglio dire: non smettete di cercare. Non smettete di fare domande. Non crediate mai che la vostra storia sia un errore o una sfortuna. Perché ogni vita, anche quella più spezzata, ha diritto alla verità. E ogni verità, anche la più difficile, può diventare luce. Io spero di ritrovare mio fratello».














