Bandiere a mezz'asta sul palazzo della presidenza della Regione Puglia, in occasione della Giornata della Memoria. «La memoria è una forma di resistenza contro ogni rigurgito di violenza, odio, indifferenza» ha dichiarato il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro. "La memoria che celebriamo oggi - ha aggiunto il governatore - va praticata ogni giorno, nelle scelte quotidiane di ciascuno di noi. La memoria è un esercizio costante che ci permette di difenderci dagli orrori del passato, costituisce un argine culturale e politico per riconoscere e contrastare qualsiasi reminiscenza delle stagioni più buie che l’umanità ha attraversato, con la speranza che l’insegnamento che possiamo trarne ispiri sempre i pensieri e le azioni».
«Stiamo vivendo un momento storico di grande paura, in cui gli spettri di periodi bui si stanno ripresentando con atteggiamenti di sopruso che in qualche caso coinvolgono interi popoli - ha aggiunto l’assessora regionale alla Cultura e Conoscenza Silvia Miglietta -. In questo contesto, è ancora più importante celebrare la Giornata della Memoria per tenere a mente i valori di pace, democrazia e solidarietà fra i popoli sui quali abbiamo costruito l’Europa e l’ordine mondiale all’indomani della Seconda guerra mondiale e della barbarie nazifascista che ha causato lo sterminio di milioni di ebrei, rom, sinti e omosessuali. Non sempre la Memoria è stata sufficiente a evitare nuove ingiustizie. Tuttavia, - conclude - non possiamo rinunciare a ricordare né tantomeno lasciare spazio a vecchie o nuove forme di antisemitismo».
«Lo sterminio di un’intera popolazione richiama fortemente la nostra coscienza ed è stato reso possibile anche dall’indifferenza». Così il prefetto di Taranto, Ernesto Liguori, nel corso della cerimonia del Giorno della Memoria che si è svolta in prefettura, dedicata allo sterminio del popolo ebraico e alle persecuzioni dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.
Durante l’iniziativa è stata consegnata la Medaglia d’onore, concessa dal Presidente della Repubblica, alla memoria di Luca Chiego, deportato in un lager nazista durante la Seconda guerra mondiale. Il riconoscimento è stato ritirato dal nipote Gianfranco Visconti, alla presenza dell’arcivescovo Ciro Miniero, del vicesindaco Mattia Giorno, di sindaci e amministratori della provincia, dei vertici delle forze dell’ordine e di una nutrita rappresentanza delle scuole del territorio.
«Questa medaglia restituisce valore a una persona che ha servito la nazione e ha pagato il prezzo più alto, quello della vita», ha dichiarato Visconti, ricordando che lo zio «fu deportato dopo essere stato dichiarato disperso».
Nel suo intervento Liguori ha sottolineato che «il Giorno della Memoria richiama tutti a rifiutare ogni forma di razzismo, antisemitismo e sopraffazione» ed è «una giornata dal forte valore anche per l’attualità e per i giovani».
Il professor Stefano Vinci, docente dell’Università di Bari, ha ricordato che «il confine tra antisionismo e antisemitismo è antico» e che «l'odio razziale ritorna ciclicamente», richiamando il ruolo del diritto internazionale. La cerimonia è stata accompagnata da interventi musicali degli studenti del Liceo Archita.
BARI - «In questa giornata voglio ricordare le parole di Elie Wiesel, quando dice che il contrario dell’amore non è l’odio, ma l’indifferenza. La Shoah è stata possibile anche a causa dell’indifferenza delle diplomazie e dei poteri economici e politici che allora condizionavano la vita dell’Europa». Con queste parole il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha reso omaggio alla Giornata della memoria che, anche nel capoluogo pugliese, ha ricordato le vittime del nazifascismo.
«Ecco perché - ha aggiunto - queste giornate non devono essere un mero esercizio retorico: devono servire a raccogliere un’eredità importantissima, quella di persone come Filippo D’Agostino e di Giuseppe Zannini, per farla vivere nel presente e consegnarla soprattutto ai giovani». «Di fronte ai segnali preoccupanti di ritorno a quel passato - ha detto Leccese - sta a noi contrastarli con un presidio quotidiano della democrazia e della libertà. L’indifferenza è il pericolo più grande: quando si è indifferenti, può accadere di tutto, anche quello che è già accaduto».
La Giornata è cominciata alle 9 del mattino, con l'amministrazione comunale, l’Anpi e il coordinamento antifascista che hanno ricordato Filippo D’Agostino, sindacalista, consigliere comunale di Bari, antifascista e vittima della deportazione. Nell’occasione è stata deposta una corona sulla targa a lui intitolata nella sala consiliare di Palazzo di Città. Alla cerimonia, tra gli altri, è intervenuto anche il prefetto di Bari, Francesco Russo. Subito dopo il sindaco si è recato al liceo Scacchi dove, alla presenza della comunità scolastica, è stata deposta una corona di fiori sotto la targa che ricorda Giuseppe Zannini, già alunno dell’istituto barese. Antifascista cattolico, amico di Aldo Moro e di Achille Ardigò, Zannini fu catturato dalle SS a Bologna e internato nel campo di sterminio di Mauthausen, dove morì, per sfinimento dopo la prigionia.
TARANTO - «Lo sterminio di un’intera popolazione richiama fortemente la nostra coscienza ed è stato reso possibile anche dall’indifferenza». Così il prefetto di Taranto, Ernesto Liguori, nel corso della cerimonia del Giorno della Memoria che si è svolta in prefettura, dedicata allo sterminio del popolo ebraico e alle persecuzioni dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.
Durante l’iniziativa è stata consegnata la Medaglia d’onore, concessa dal Presidente della Repubblica, alla memoria di Luca Chiego, deportato in un lager nazista durante la Seconda guerra mondiale. Il riconoscimento è stato ritirato dal nipote Gianfranco Visconti, alla presenza dell’arcivescovo Ciro Miniero, del vicesindaco Mattia Giorno, di sindaci e amministratori della provincia, dei vertici delle forze dell’ordine e di una nutrita rappresentanza delle scuole del territorio.
«Questa medaglia restituisce valore a una persona che ha servito la nazione e ha pagato il prezzo più alto, quello della vita», ha dichiarato Visconti, ricordando che lo zio «fu deportato dopo essere stato dichiarato disperso».
Nel suo intervento Liguori ha sottolineato che «il Giorno della Memoria richiama tutti a rifiutare ogni forma di razzismo, antisemitismo e sopraffazione» ed è «una giornata dal forte valore anche per l’attualità e per i giovani».
Il professor Stefano Vinci, docente dell’Università di Bari, ha ricordato che «il confine tra antisionismo e antisemitismo è antico» e che «l'odio razziale ritorna ciclicamente», richiamando il ruolo del diritto internazionale. La cerimonia è stata accompagnata da interventi musicali degli studenti del Liceo Archita.
















