Lunedì 22 Luglio 2019 | 03:39

NEWS DALLA SEZIONE

GUARDIA COSTIERA
Corpo Capitanerie di portosi festeggia il 154° anniversario

Corpo Capitanerie di porto si festeggia il 154° anniversario

 
AERONAUTICA MILITARE
Recupero e sopravvivenza in mareBari, esercitazione per i piloti

Recupero e sopravvivenza in mare: a Bari esercitazione per i piloti

 
ESERCITO
Bari e Siponto, il 18 si concludeil tour sulle spiagge di casa nostra

Bari e Siponto, il 18 si conclude il tour sulle spiagge di casa nostra

 
AERONAUTICA MILITARE
Bari, reparto tecnico comunicazioniil comando al colonnello Evangelio

Bari, reparto tecnico comunicazioni: il comando al colonnello Evangelio

 
ESERCITO
Arriva il progetto Caserme verdiBari, Foggia e Lecce in primo piano

Arriva il progetto Caserme verdi
Bari, Foggia e Lecce in primo piano

 
AERONAUTICA MILITARE
Quartier generale Baripassaggio di consegne

Quartier generale Bari: passaggio di consegne

 
L'esercitazione
Gli F-35 italiani e americani in volo nei cieli di Amendola

Gli F-35 italiani e americani in volo nei cieli di Amendola

 
AERONAUTICA MILITARE
Gioia, cambio alla Squadra aereanella Puglia terra di eccellenze

Gioia, cambio alla Squadra aerea nella Puglia terra di eccellenze

 
MARINA MILITARE
Taranto, Adriatico sempre più sicuroconclusa l'esercitazione Adrion

Taranto, Adriatico sempre più sicuro: conclusa l'esercitazione Adrion

 
MARINA MILITARE
Taranto, nuovo simulatore integratoper addestrare tutti gli equipaggi

Taranto, nuovo simulatore integrato per addestrare tutti gli equipaggi

 

Il Biancorosso

CALCIO MERCATO
Cornacchini aspetta altri rinforziIl Bari va a caccia di difensori

Cornacchini aspetta altri rinforzi
Il Bari va a caccia di difensori

 

NEWS DALLE PROVINCE

BariIgiene urbana
Bari, stop ai rifiuti nelle piazze della movida: Amiu in azione dalle 23 alle 3

Bari, stop ai rifiuti nelle piazze della movida: Amiu in azione dalle 23 alle 3

 
LecceIl ritrovamento
A Porto Cesareo trovati 3 proiettili di artiglieria dell’ultima guerra

A Porto Cesareo trovati 3 proiettili di artiglieria dell’ultima guerra

 
Batil salvataggio
Margherita di Savoia, tartaruga incastrata in una boa: salvata dal 118 in idromoto

Margherita di Savoia, tartaruga incastrata in una boa: salvata dal 118 in idromoto

 
FoggiaIl premio
Vieste Archeofilm: vince Nicolò Bongiorno, figlio di Mike

Vieste Archeofilm: vince Nicolò Bongiorno, figlio di Mike

 
HomeLa scoperta
Brindisi, tre migranti trovati semi asfissiati in cella frigo su tir

Brindisi, tre migranti trovati semi asfissiati in cella frigo su tir

 
MateraIl convegno
Confindustria, Boccia a Matera: «Siamo la seconda manifattura d’Europa»

Confindustria, Boccia a Matera: «Siamo la seconda manifattura d’Europa»

 
PotenzaL'operazione
Basilicata, lotta allo spaccio, controlli dei cc: 5 denunciati

Basilicata, lotta allo spaccio, controlli dei cc: 5 denunciati

 
HomeL'allarme
La Xylella avanza, Coldiretti: «altri 366 ulivi infetti tra Taranto e Brindisi»

La Xylella avanza, Coldiretti: «altri 366 ulivi infetti tra Taranto e Brindisi»

 

i più letti

L'ANALISI

I combattenti eroi abbandonati con un tweet
nessuno salverà i curdi al massacro

Il ritiro Usa dalla Siria e le conseguenze legate alla decisione

I combattenti eroi abbandonati con un tweetnessuno salverà i curdi al massacro


di Bernard-Henri Lévy*

È iniziato con i curdi dell'Iraq che a ottobre del 2017, all'epoca del loro referendum sull'autodeterminazione, sono stati piantati in asso dal mondo, nel pieno della campagna contro le milizie al soldo di Teheran. Quindici mesi dopo i loro fratelli curdi in Siria apprendono da un tweet di Donald Trump che l'esercito americano si sta ritirando, consegnandoli ai cani da guardia di Ankara. Quindi, naturalmente, di fronte ai commenti indignati, il Consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Bolton, ha sfoderato il linguaggio severo di prammatica e ha esortato i turchi "a non intraprendere alcuna azione militare che non sia pienamente coordinata con gli Stati Uniti". Ma questa imbarazzata marcia indietro, questo gioco delle parti tra il diplomatico e il presidente, il poliziotto buono e il poliziotto cattivo, purtroppo non cambiano la terribile realtà. I curdi, domani o dopodomani, saranno davvero e completamente abbandonati.

Da Kirkuk a Manbij, si ritroveranno circondati, stretti in una morsa, in attesa che dai palazzi di Mosca, Ankara e Damasco venga dato pollice verso, come nei giochi del circo nell'Antica Roma. E questo eroico Kurdistan, questa zona libera strappata all'Isis dai peshmerga e dagli uomini del Ypg (Yekîneyên Parastina Gel, Unità di Protezione Popolare) questo serbatoio di resistenza e di valore che ci ha protetto dal terrorismo, non è stato nemmeno venduto, bensì offerto ai nostri avversari. "Buon appetito signori" - C'è un americano di Monaco, tanto più terrificante perché non si preoccupa più di patti ipocriti, pantomime ufficiali e decoro plenipotenziario. C'è un invito, un "buon appetito, signori" per i visir turchi, i fedelissimi putiniani e gli ayatollah iraniani che non credono alle loro orecchie e ai loro occhi - e che, con l'acquolina in bocca non aspettano che l'ultima firma per balzare sulla preda. E questa vigliaccheria in buona e debita forma, questo tradimento politico e morale, questo cinismo, gelano il sangue di tutti coloro che, in tutto il mondo, sono grati a questo popolo curdo, piccolo di numero ma grande nel suo eroismo, che, per difenderci, è andato a cercare quegli invasati anche in bastioni ritenuti inespugnabili. Questa decisione, bisogna dirlo e ribadirlo, è allo stesso tempo assurda, inaudita e vergognosa. Assurda perché Trump, che aveva indicato nell'Iran il nemico numero uno, gli dà con la mano sinistra ciò che gli ha tolto con la destra; perché la patria di Jefferson e Roosevelt rimette di nuovo in sella, su un mucchio di cadaveri, questo allampanato portatore di morte, questo vigile del fuoco piromane del terrorismo, tale è Assad; e perché ancora una volta, vittima di non si sa quale ricatto, la potente America si inchina all'esangue Russia.

Inaudita perché questo assegno in bianco regalato allo smembramento ieri della Regione autonoma curda dell'Iraq (Krg), oggi a quella della Siria (Rojava), è un caso unico di stupidità geopolitica e strategica in cui vediamo un grande potere pretendere lacrime e sangue dai suoi migliori alleati prima di gettarli ai cani; perché non c'è, nella storia degli imperi, nulla di simile a questo "let's make America little again" (n.d.t. gioco di parole con lo slogan di Trump, let's make America great again, come a dire rimpiccioliamo l'America, mortifichiamo l'America) in cui un vincitore, a capo chino, fa da portiere all'ingresso della festa a cui ha invitato i suoi nemici; o meglio, se ce n'è uno, è quello di Cartagine che, dopo la Prima guerra punica, massacrò i mercenari che l'avevano salvata dalla sconfitta contro i romani - salvo che: 1) La tortura dei mercenari libici di Matho non accade nella vita reale, bensì nel "Salammbô" di Flaubert e 2) I curdi non sono mercenari, ma valorosi guerrieri che erano i nostri fratelli d'armi. Vergognosa, infine, perché questo ritiro americano, questo atto finale di una rivoluzione siriana a cui non è stata risparmiata alcuna ignominia, questa battuta d'arresto sul cammino dei curdi verso una libertà che è stata loro offerta come una carota, ma che, ora che non ne abbiamo più bisogno, si dissolve come un miraggio, lo spargimento di sangue, infine, che prima o poi ne seguirà - tutto questo sarà la macchia scarlatta che Trump, proprio come un altro re pazzo, quello di Shakespeare, vedrà sulla sua mano, ogni sera e ogni mattina della sua vita, "senza che l'intero oceano riesca a lavarla". Quindi, se c'è ancora una piccola possibilità per coloro che non si rassegnano a questo schifoso retrogusto di amarezza e sconfitta - ebbene questa possibilità si chiama Europa. L'esempio francese Il presidente Macron ha trovato parole giuste e belle per esprimere il suo disaccordo con la decisione solitaria e nevrotica, tweetesca e capricciosa del suo "alleato" americano. Ed è stato in grado di resistere, sin dalla sua elezione, ai poteri revisionisti che intendono trarre profitto dal neo-isolazionismo degli Stati Uniti per ritrovare il loro passato imperiale.

Ed è bene che tenti di condividere questa indignazione con i suoi partner europei. Che, grazie alla sua reputazione in ambito internazionale, cerchi di convincerli che l'interesse dell'Europa sarebbe quello di ricordare che il confine su cui i jihadisti sono venuti così tante volte a colpirci è custodito da un popolo che crede nei valori di libertà, laicità e fraternità. E che se solo i 27 Paesi europei inviassero, ciascuno, un centinaio di soldati in missione di pace per assicurare, armi alla mano, che siano rispettati la giustizia, il diritto e l'onore, i 2000 americani rimpatriati sarebbero facilmente rimpiazzati. L'Europa, per una volta, si mostrerebbe all'altezza della situazione. Non accontentandosi più, bovina e apatica, di stare a guardare, dai suoi "balconi antichi", passare i treni della vergogna e della rassegnazione, ma prendendo invece l'iniziativa. E questa brigata multinazionale potrebbe essere - chi lo sa? - l'embrione della difesa europea che tutti auspicano senza essere mai stati in grado di darle un contenuto. È un sogno. Ma lo coltivo, perché non sarebbe la prima volta, dopo tutto, che la Francia riesce a conquistare la sua porzione di grandezza e visione.

 

*La Stampa

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie