Giovedì 24 Gennaio 2019 | 00:49

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L'ANALISI
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CARABINIERI
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DIFESA
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L'ACCORDO
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IL REPORTAGE
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LA STORIA
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ESERCITO
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DIFESA

Cyber armamenti in crescita
sicurezza informatica a rischio

Via all'esercitazione UE "Pace". E l'Italia non sta a guardare

Cyber armamenti in crescitasicurezza informatica a rischio

Tutte le nazioni, a ogni latitudine, stanno sviluppando capacità offensive nello spazio cibernetico, che consentono di colpire obiettivi concreti come una centrale elettrica o un impianto produttivo, in una corsa ai cyber-armamenti in crescita durante il 2019. La previsione emerge dal rapporto sui trend nella sicurezza informatica per l'anno prossimo, stilato dalla società FireEye. Russia, Cina, Iran e Corea del Nord sono in prima fila, ma "il dato importante è che tutte le nazioni si stanno attrezzando per poter attaccare in modo cibernetico", spiega all'ANSA Marco Riboli, vicepresidente della società FireEye per l'Europa Meridionale. "Tutte le nazioni, nessuna esclusa, si stanno dotando di un esercito di “cyber expert” pronti ad attaccare, in modo sia da evitare di essere in svantaggio in caso di un'offensiva di altre nazioni, sia per avere anche la possibilità di colpire se necessario", dice Riboli. "E' come se fosse un'altra divisione delle forze armate". "E' un trend che vediamo crescere in ogni nazione, insieme agli investimenti nel settore". Lo scopo è "attrezzarsi per fare dei danni", e nel mirino ci sono i sistemi di controllo industriale usati nel settore petrolifero e manifatturiero, nelle centrali elettriche e negli edifici “smart”. La minaccia - evidenzia l'esperto - non è ipotetica, ma si è già concretizzata: "Triton”, il gruppo di attacco che abbiamo scoperto a fine 2017 e che crediamo sia finanziato da uno Stato, è riuscito a entrare e a fermare delle centrali in Medio Oriente".

Così l’Unione Europea domani darà il via all’esercitazione “Pace” contro la guerra ibrida: quella combattuta attaccando con una combinazione di armi convenzionali e di tecnologia. L’operazione sarà condotta in parallelo con una simulazione della Nato, e riguarderà varie aree critiche che possono essere colpite da attacchi ibridi, come le infrastrutture energetiche e le tlc, il settore sanitario e quello marittimo.
Di fronte al rischio anche l’Italia non intende stare a guardare. Proprio in questi giorni il sottosegretario alla Difesa, Angelo Tofalo, ha evidenziato di essere al lavoro “per realizzare un progetto innovativo che permetterà a tutto il comparto di avere, nel prossimo anno, una struttura operativa deputata alla sicurezza cibernetica, solida efficace ed efficiente”.   

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