Giovedì 29 Gennaio 2026 | 07:46

Bari, stacca le macchine che tengono in vita la madre: 47enne ai domiciliari dopo aver rifiutato il braccialetto elettronico

Bari, stacca le macchine che tengono in vita la madre: 47enne ai domiciliari dopo aver rifiutato il braccialetto elettronico

 
Viviana Minervini

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Viviana Minervini

Bari, stacca le macchine che tengono in vita la madre: 47enne ai domiciliari dopo aver rifiutato il braccialetto elettronico

La donna malata oncologica è stata salvata dall'infermiera. Il gip aveva disposto per il figlio il divieto di avvicinamento: lui non ha voluto indossare il dispositivo di controllo ed è scattato l'arresto

Giovedì 29 Gennaio 2026, 05:49

«Preferisco rimettermi alla volontà di Dio». È questa la frase che, secondo gli atti, Marco Iacobellis, 47 anni, avrebbe pronunciato agli operatori sanitari intervenuti nella sua abitazione alla periferia del capoluogo dopo aver staccato tutte le apparecchiature che tenevano in vita l’anziana madre, da tempo allettata per una grave patologia oncologica. Parole che oggi tornano centrali nell’ordinanza con cui il gip del Tribunale di Bari, Giuseppe Montemurro, il 22 gennaio aveva disposto nei suoi confronti il divieto di avvicinamento alla persona offesa con braccialetto elettronico. Ma il rifiuto dell’uomo a indossare il dispositivo ha poi portato all’applicazione degli arresti domiciliari.

Il provvedimento cautelare era stato richiesto dalla Procura e riguarda l’ipotesi di tentato omicidio, contestata per atti idonei e diretti in modo inequivoco a provocare il decesso della donna, evitato solo grazie al tempestivo intervento di un’infermiera del servizio di assistenza domiciliare e dei soccorritori del 118. I fatti risalgono al 15 dicembre 2025.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Iacobellis, unico familiare convivente, avrebbe arbitrariamente scollegato tutti gli ausili sanitari indispensabili alla sopravvivenza della madre: dalla tracheotomia per la ventilazione assistita alla Peg per l’alimentazione, dal Picc per le difficoltà circolatorie alla Vac Therapy per la medicazione delle piaghe da decubito, fino al catetere vescicale e ai dispositivi per la gestione delle funzioni intestinali. Un gesto compiuto, sempre secondo l’accusa, nella piena consapevolezza delle conseguenze potenzialmente letali, più volte ribaditegli dal personale medico.

A scoprire quanto stava accadendo è stata l’infermiera incaricata delle cure quotidiane, che, giunta nell’abitazione, ha immediatamente allertato i soccorsi. La donna è stata trasportata d’urgenza in codice rosso all’ospedale Di Venere, dove è stata stabilizzata. Dell’episodio sono stati informati anche i carabinieri di Noicattaro, già intervenuti in precedenza per verificare una situazione di degrado segnalata dalle assistenti sociali. Nel corso dell’interrogatorio davanti al gip, l’indagato si era avvalso della facoltà di non rispondere. La vicenda resta ora al vaglio dell’autorità giudiziaria. Gli accertamenti proseguono anche sul contesto familiare e assistenziale, per chiarire se vi fossero richieste di aiuto rimaste inascoltate e quale fosse lo stato psicologico dell’uomo.

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