Domenica 19 Aprile 2026 | 17:33

Desertificazione commerciale, Potenza in forte declino. Matera resiste grazie al turismo

Desertificazione commerciale, Potenza in forte declino. Matera resiste grazie al turismo

Desertificazione commerciale, Potenza in forte declino. Matera resiste grazie al turismo

 
angelo la capra

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angelo la capra

Desertificazione commerciale, Potenza in forte declino. Matera resiste grazie al turismo

Nel capoluogo di regione nel 2012 erano attive 437 imprese in centro storico e 479 al di fuori dello stesso; nel 2025 se ne contano rispettivamente 319 e 401

Domenica 19 Aprile 2026, 15:34

In Basilicata c’è una forte preoccupazione per la desertificazione commerciale dei centri urbani. Come nel resto d’Italia, i negozi tradizionali stanno lentamente scomparendo a beneficio di ristoranti e affitti brevi. Lo si rileva da una recente analisi di Confcommercio su “Città e demografia d’impresa”: digitalizzazione dei consumi e turismo stanno cambiando profondamente i centri urbani.

Negli ultimi tredici anni, le città italiane hanno visto sparire 156mila negozi e attività ambulanti, oltre un quarto del totale. Un fenomeno che ha colpito inesorabilmente anche la Basilicata con Potenza e Matera – i centri lucani oggetto dell’analisi - che hanno visto ridursi, anche se in percentuali differenti, gli esercizi commerciali all’interno ed all’esterno dei centri storici.

Nella classifica dei 122 comuni italiani le imprese attive nel commercio al dettaglio - sia con sede fissa che ambulanti - sono in calo ovunque nel periodo che va dal 2012 al 2025. Potenza è posizionata all’ottantasettesimo posto con una variazione negativa del -23,7% ed una percentuale calcolata al -4,7 rispetto alla popolazione residente. Sta un po’ meglio Matera, che è centodecima con un calo delle imprese commerciali del 17,9%, valutato al -0,7% in proporzione ai residenti.

Numeri che si ripetono in proporzione anche in Basilicata. Meno preoccupante è la situazione di Matera, dove il turismo traina molte attività. Nella città dei sassi crescono alberghi, bar e ristoranti, che passano dai 151 del 2012 ai 275 del 2025, con cifre raddoppiate in ogni attività. La decrescita è generalizzata invece in tutti i settori del commercio al dettaglio, con l’eccezione delle attività e-commerce.

Ben più allarmante il calo commerciale nel capoluogo di regione. A Potenza nel 2012 erano attive 437 imprese in centro storico e 479 al di fuori dello stesso; nel 2025 se ne contano rispettivamente 319 e 401. In crescita, ma senza esagerare, solo alberghi, bar e ristoranti, da 120 a 127 in centro storico e da 148 a 216 al di fuori. Leggera crescita, ma solo fuori dal centro, per le imprese di e-commerce, porta a porta e distributori automatici: da 18 a 31 dal 2012 al 2025.

I dati in forte declino del capoluogo meritano un’analisi più attenta ed è necessario andare oltre i numeri, cercare di capire le ragioni della crisi e studiare i possibili rimedi.

“La crisi del commercio in centro storico parte da lontano – spiega Vincenzo Dulcetti, che gestisce una storica attività di ristorazione nella principale piazza della città – ed è diffusa in quasi tutte le città italiane. In buona parte è dovuta alla nascita in periferia dei grossi centri commerciali ed allo sviluppo dell’e-commerce, sempre più diffuso”.

Via Pretoria, il corso principale che attraversa tutto il centro storico di Potenza, presenta un’impressionante sequenza di saracinesche abbassate e di locali vuoti.

“La scomparsa del 23 per cento delle attività commerciali cittadine ci deve far preoccupare seriamente – sottolinea Massimo Morello – titolare di un negozio di abbigliamento situato lungo via Pretoria – ed è un fenomeno che interessa tutti”.

Ma allora cosa fare per ridare ossigeno al commercio potentino, soprattutto nel centro storico, dove l’abbandono è sotto gli occhi di tutti. “Le associazioni dei commercianti devono lavorare assieme tra loro e con le istituzioni locali, creando occasioni ed eventi per valorizzare il centro storico, dove va migliorata anche l’accessibilità e la mobilità” propone Dulcetti.

“Le istituzioni devono aiutare le attività commerciali – ribatte Morello – e se possibile ridurre, almeno temporaneamente, le imposte locali. Ad esempio si potrebbe anche adottare, come durante il Covid, l’applicazione strutturale del credito d’imposta”.

Tra i tanti aspetti riguardanti il problema della desertificazione commerciale in centro, e in periferia, va presa considerata la mobilità, che da sempre è stata al centro del dibattito cittadino, diventando croce e delizia per ogni amministrazione comunale. “La recente chiusura delle scale mobili che da viale Marconi arrivano in centro ha complicato la situazione e molte persone, soprattutto anziane, hanno rinunciato a salire in centro – spiega Stella Brandi, titolare di una storica farmacia del centro -. Mi auguro che l’apertura del nuovo impianto meccanizzato da via Cavour a via Vescovado, dotato anche di parcheggio, possa essere utile a tutti ed in particolare agli studenti del polo universitario di Macchia Romana”.

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