«Si rappresenta che questa Amministrazione ha posto in essere, con la dovuta diligenza, ogni adempimento di propria competenza necessario alla conclusione dell’iter procedurale finalizzato alla sottoscrizione del Contratto. Ne consegue che ogni eventuale profilo di responsabilità derivante da ulteriori ritardi, tali da impedire l’avvio dei servizi di trasporto pubblico locale del lotto 4 a decorrere dal primo luglio, non è da ritenere ascrivibile allo scrivente Ufficio».
Declina ogni responsabilità e rivendica un’azione diligente nel proprio operato. Il Dipartimento Infrastrutture della Regione replica così, con una nota protocollata meno di 48 ore dopo, alla diffida della società Miccolis al Comune di Potenza ed alla Regione con cui chiedeva, «ognuno per propria competenza, a procedere alla sottoscrizione del contratto di servizio relativo al lotto 4 (quello che riguarda il servizio urbano del capoluogo) entro e non oltre 10 giorni».
Avvertendo le Istituzioni interessate che «in difetto del riscontro del termine» non solo avrebbe attivato «le procedure conseguenti alla cessazione del servizio al 30 giugno 2026, con inevitabili ricadute occupazionali» ma avrebbe provveduto anche «a segnalare la condotta alla Procura regionale della Corte dei Conti per la verifica del danno erariale; a proporre ricorso al Tribunale amministrativo regionale per l’accertamento dell’obbligo di contrarre e ad agire per il risarcimento integrale dei danni patrimoniali e non patrimoniali derivanti dall’illegittima inerzia dell’Amministrazione».
La gara per il trasporto pubblico urbano di Potenza ha visto l’assegnazione del servizio alla Miccolis il 13 marzo dello scorso anno, ma, ad oggi, il contratto non è stato ancora firmato ed a fine giugno l’attuale servizio scadrà e non potrà essere prorogato. Con tutte le conseguenze del caso, se non si dovesse accelerare.
Il Dipartimento infrastrutture però - confermando di aver fatto tutti i passaggi necessari, e precisando che «ogni profilo di responsabilità» non è ascrivile all’assessorato - chiama in causa il Comune di Potenza. «Si rappresenta che lo schema della Convenzione da sottoscrivere è stato ampiamente condiviso e formalmente approvato sia dall’Amministrazione Comunale che dalla scrivente Amministrazione – viene esplicitato nella lettera inviata anche al sindaco di Potenza ed ai vertici della Stazione unica appaltante - In un’ottica di leale collaborazione istituzionale e in considerazione dell’imminente avvio dei servizi, lo scrivente Ufficio ha provveduto, con nota protocollata del 5 febbraio 2026, a trasmettere al Comune di Potenza la Convenzione già sottoscritta dal Direttore generale del Dipartimento Infrastrutture e Mobilità per la firma di competenza dell’Amministrazione Comunale». La firma del Comune di Potenza, però, non arriva.
“Stante al perdurante assenza di riscontro, il 10 aprile 2026, con una nota protocollata lo scrivente Ufficio ha inoltrato al Comune di Potenza un formale sollecito alla trasmissione dell’atto sottoscritto, evidenziando che l’ulteriore differimento della sottoscrizione può pregiudicare al tempistica degli adempimenti successivi, ostacolando li perfezionamento del Contratto e, conseguentemente, li regolare avvio del servizio aggiudicato”. Insomma, richieste e sollecitazioni a perfezionare il Contratto che, però, ad oggi non si sono concretizzate. Questo mentre, se non arriveranno soluzioni in tempi brevi, sul servizio di trasporto pubblico di Potenza si allunga l’ombra della procedura di licenziamento collettivo dei lavoratori.
















