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In Puglia e Basilicata

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Erosione e siccità mordono il territorio lucano

Erosione e siccità  mordono il territorio lucano

La crisi idrica atavica in Basilicata

Metapontino, lo studio dell’Ingv: entro il 2100 mare più alto di 80 centimetri. Il sindaco Tataranno: «problema atavico»

19 Giugno 2022

Antonella Inciso

Oltre dieci centimetri l’anno. L’innalzamento del mare minaccia la costa di Metaponto, dove il livello medio potrebbe salire fino a un massimo di 80 centimetri entro il 2100 per colpa del riscaldamento globale. È questo il risultato del progetto europeo «Savemedcoasts-2» dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia coordinatore del Consorzio di ricerca che si occupa della ricerca. In particolare, secondo quanto evidenziato dalla ricerca oltre 500 ettari di territorio sarebbero esposti al rischio di inondazioni per esondazioni fluviali e mareggiate.

«La zona del Basento presenta una forte erosione costiera - , spiega Marco Anzidei, ricercatore dell’Ingv e coordinatore del progetto - il retroterra, che si trova dietro una fascia di dune, è più basso del livello del mare: questo significa che se il mare dovesse alzarsi superando questa barriera, potrà allagare diversi chilometri quadrati di costa. La fascia costiera qui è molto lunga e non possiamo pensare di proteggerla costruendo barriere come il Mose di Venezia: per questo serve una forte riduzione dei gas serra, una strategia globale che parte dai nostri comportamenti quotidiani». Eppure nel Metapontino un freno all’erosione costiera lo si sta mettendo in campo da tempo.

«Si tratta di un problema atavico peggiorato dopo il 2004 - precisa il sindaco di Bernalda, Domenico Tataranno - alcuni interventi sono stati fatti sulla costa. La Regione ha stanziato 9 milioni di euro, alcuni già spesi per la costruzione di opere per la mitigazione dell’erosione che in parte hanno funzionato. Ci siamo attivati per costruire pennelli longitudinali - ossia delle pietre che vanno verso il mare - e dei piccoli risultati li abbiamo ottenuti perché c’è stato un rallentamento dell’erosione costiera. Ora c’è un altro progetto per 3 milioni di euro che dovrà essere appalto a breve per la costruzione di altre tre barriere sul lato del Basento. Si tratta di barriere che saranno potenziate rispetto alle procedenti perché saranno inclinate diversamente ed è previsto una collegamento tra l’una e l’altra per farle funzionare meglio. Ad oggi - continua il sindaco - ci sono 150 metri tra una barriere l’altra e per mitigare il fondo sono previste opere di collegamento alla base sotto l’acqua». Qualche risultato nella lotta all’erosione costiera. dunque, è stato ottenuto. «La sabbia è diminuita meno» conclude il primo cittadino. Il rallentamento non basta, però. Serve fare di più. Ed anche presto.

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