Venerdì 01 Luglio 2022 | 04:42

In Puglia e Basilicata

Mafia

Basilicata, il mistero buffo dei beni confiscati ai clan

Criminalità, sindaco Pisticci: «Una sezione della Dia nel Metapontino può servire»

Il caso del motel sulla Basentana, non ancora assegnato dopo oltre 10 anni

24 Maggio 2022

Carmela Formicola

POTENZA - C’è un problema di trasparenza, prima di ogni altra cosa. Quanti sono i beni confiscati alla criminalità organizzata lucana? Nulla è chiaro, come testimonia il dossier «RimanDati» dell’associazione Libera nel quale si conferma che i «dati» sull’affidamento e la gestione del patrimonio sottratto alle mafie sono un numero X indefinibile. Colpa delle amministrazioni comunali (non tutte, ma la gran parte) che non pubblicano alcun report su una materia incandescente. Perché togliere il patrimonio a un mafioso è solo la prima parte del problema, rimetterlo in funzione, dimostrare che è stato restituito alla comunità, è la parte più difficile.

Un esempio lampante è il motel fantasma sulla statale Basentana, il Santa Domenica incastonato in un lembo di Basilicata tra le Piccole Dolomiti e la Collina materana, un tre stelle che ai primi vagiti finì nelle maglie della Giustizia. Entrambi i soci proprietari del Santa Domenica finirono alla sbarra con l’accusa di usura, condannato l’uno, assolto l’altro, nel frattempo il motel era stato confiscato. La norma com’è noto assegna i patrimoni sottratti alla mafia all’Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. E L’Agenzia ne governa poi il riutilizzo sociale. Per il motel sulla Basentana, tuttavia, qualcosa si è inceppato... 

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