Sabato 01 Ottobre 2022 | 11:03

In Puglia e Basilicata

il caso

Potenza, al San Carlo è giallo mascherine, dirigente farmacia: «Non è mia la firma sotto l'ordine»

ospedale san carlo potenza

Nel mirino un acquisto da 39mila euro. Parla la dirigente: atto falso

26 Giugno 2020

Giovanni Rivelli

All’ospedale San Carlo di Potenza è giallo per un acquisto di maschere protettive (quelle integrali con i filtri tipo antigas) fatto nei giorni dell’emergenza coronavirus: la responsabile della Farmacia ospedaliera, Anna Maria De Michele, la cui richiesta è posta alla base della delibera di acquisto, disconosce la firma dall’atto allegato alla delibera e afferma di averne, invece, sottoscritto un altro che, a differenza di quello riportato in delibera, non declinava codici di prodotto e, soprattutto, non indicava la ditta presso la quale effettuare l’acquisto.

Una segnalazione fatta dalla dirigente, oramai alle soglie della pensione dopo 22 anni passati nello stesso incarico, due mesi fa per iscritto al direttore generale dell’azienda ospedaliera, Massimo Barresi, dopo essersi resa conto di quello che non esita a definire un falso con una firma vistosamente diversa da quella apposta dalla stessa dirigente su tutta una serie di atti.
Ci sarebbe stata, stando quindi al racconto fatto dalla dirigente, una manina che ha sostituito quella sua lettera confezionandone un’altra con la stessa data e lo stesso numero di protocollo ma dal contenuto alterato poi finita alla base del procedimento di acquisto.

Ma c’è di più. La farmacista, che dopo la segnalazione è stata fatta oggetto di un’iniziativa disciplinare, segnala anche anomalie nella distribuzione dei presidi acquistati e denuncia di essere stata oggetto di tentativi di «moral suasion» affinché si «ricordasse» che quell’atto poteva averlo firmato lei e segnala la cosa tanto nella risposta alle osservazioni disciplinari, quanto in una lettera inviata all’assessore regionale alla Sanità, Rocco Leone, e al direttore generale dello stesso dipartimento Ernesto Esposito, chiedendo di essere allontanata dall’azienda ospedaliera, lamenta di essere «oggetto di una attenta e sistematica delegittimazione nel ruolo, nella funzione e nella professionalità che mi sforzo di esercitare con sicura onestà. Tutto questo solo perché ho osato evidenziare che un atto deliberativo aziendale contiene un documento falso a me attribuito».
L’acquisto, nei giorni dell’emergenza, fece discutere per il peculiare aspetto delle maschere scelte, al costo di 85 euro l’una più i filtri oltre Iva. Si parlò di maschere antigas per quell’aspetto inconsueto con il grande filtro a barattolo avvitato alla punta dello schermo in plastica che copriva interamente il volto. Costo dell’operazione 39mila euro oltre Iva.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725