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Treni

Potenza-Bari querelle tra Regioni: il trasporto diretto non piace ai pugliesi

La proposta de “I non pendolari” lucani apre un nuovo fronte di contrasti tra Puglia e Basilicata per treni tra le due regioni anche a costo zero

Ferrovie, 13 stazioni lucanesaranno più confortevoli

POTENZA - Si va verso lo scontro sui trasporti tra Puglia e Basilicata? Alla minaccia di bloccare il Freccia Rossa a Metaponto, tagliando fuori Taranto, in conseguenza della mancata compartecipazione finanziaria da parte della Regione Puglia, un’altra querelle incombe questa volta sul fronte del trasporto regionale, con la scelta, sempre della Regione Puglia, di non rimodulare una coppia dei servizi Taranto-Bari in continuità con il Potenza-Taranto, per attivare in questo modo un collegamento diretto Potenza-Bari, senza trasbordo.

Vita da pendolari appartenenti non allo stesso Paese, ma di due regioni vicine che possono diventare cittadini di serie A o B a seconda delle scelte della Regione a cui appartengono. Penalizzati dalle scelte politiche, dalla burocrazia o da incomprensibili scelte dettate da altrettanto incomprensibili criteri.

Frecciarossa La questione servizi di media-lunga percorrenza, il Frecciarossa con un’utenza pugliese che fruisce regolarmente del servizio (viaggiatori saliti/discesi a Taranto) pari a circa il 25% dell’utenza complessiva, è al centro della trattativa Regione Basilicata-Trenitalia.
Sul tavolo anche la proposta del Comitato “I non Pendolari della Basilicata”. «Abbiamo chiesto alla Regione di potenziare i servizi offerti con un’ulteriore coppia di Frecciarossa da immettere in fascia pomeridiana/notturna. Intendiamo dare pubblicamente e in tutte le sedi, pubbliche e istituzionali - ha detto Davide Mecca, responsabile del Comitato lucano -, il nostro appoggio alla Regione Basilicata nella battaglia intrapresa con la Regione Puglia».

Direzione Puglia Tutto da vedere, invece, per il collegamento ferroviario Potenza-Bari. Passano gli anni e i problemi rimangono uguali su questa tratta ferroviaria. Il ricordo va alle vecchie Calabro-Lucane, ai tempi dell’Università, quando ancora non c’era l’Ateneo della Basilicata e per alcuni corsi di laurea la scelta della sede più vicina era obbligata tra Napoli e Bari. E chi sceglieva la Puglia sapeva cosa lo aspettava per i successivi 4-5 anni di studio: il trenino delle Calabro-«lumache», ribattezzato così perché per raggiungere la meta ci volevano circa quattro ore e mezza di viaggio. I vecchi sedili di legno delle littorine, lo sbuffo del motore, il fischietto della partenza, le piccole stazioni che raccoglievano altri pendolari: studenti, insegnanti, lavoratori saliti dai comuni dell’entroterra della Basilicata e della Puglia uniti dallo stesso destino di pendolari.

Il percorso Fal Impensabile oggi pensare di raggiungere Bari utilizzando il treno delle Fal. Da Potenza fino a Genzano di Lucania, il servizio viene effettuato su bus sostitutivo (da 6 anni si attende il completamento dei lavori su rotaia) per poi proseguire in treno fino a Bari per oltre 4 ore. Questo il tempo impiegato, per coprire una distanza di circa 130 km. Meno di due ore di automobile. Intorno alle tre ore o più con il servizio sostitutivo o con autobus privati.
Ma questo non vuol dire rinunciare al treno per raggiungere Bari. La proposta avanzata alla Regione dal Comitato “I non Pendolari della Basilicata” è l’attivazione di un servizio di collegamento ferroviario diretto senza trasbordo tra Potenza e Bari via Taranto.
«Potrebbe diventare - spiega il responsabile del Comitato lucano, Davide Mecca - l’alternativa alle Fal e ai mezzi su gomma, attirando centinaia di pendolari del basso materano, del potentino, ma anche della fascia jonica e del Vulture. Questo percorso fu annunciato nell’ottobre di due anni fa e fu descritto come la panacea ai problemi del pendolarismo diretto a Bari. Un treno si diceva nel 2017, pareggia sette pullman, e il tempo di percorrenza auspicato, era di 150\180 minuti, da Potenza a Bari. Il sistema, avrebbe dovuto rappresentare una valida alternativa all’autobus, ma tutto si è rivelato un buco nell’acqua».

Va bene per RFI Una prima risposta è arrivata al Comitato dall’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Donatella Merra, nella nota con la quale ha trasmesso la relazione del Dirigente del Dipartimento Infrastrutture e Mobilità della Regione Basilicata, Donato Arcieri, nella quale si legge che «l’idea di attivare una coppia di treni regionali Potenza-Bari era già stata messa a punto dall’Ufficio regionale trasporti, che ha chiesto e ottenuto da parte di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) - Direzione commerciale-Territoriale Centro Sud Adriatica, la fattibilità tecnica proponendo altresì alcune ipotesi di orario per la coppia di treni».

Senza costi aggiuntivi «Tecnicamente tale sperimentazione non comporterebbe costi aggiuntivi in capo al bilancio regionale, atteso che attualmente nel contratto di servizio Basilicata sono già previsti servizi Potenza-Taranto e in quello Pugliese da Taranto a Bari, ovviamente va individuata una coppia di tali servizi che verrebbe svolta senza soluzione di continuità».
Ma il servizio sperimentale non è mai partito, sebbene la Regione Basilicata, anche sulla scia delle proposte del Comitato lucano dei non pendolari, sulla direttrice Potenza-Metaponto (Taranto) avesse previsto la riprogrammazione di una coppia di servizi già esistenti individuando anche gli orari: invernale e estivo. In particolare, per il periodo invernale, il Potenza Centrale-Bari Centrale con partenza alle 6 e arrivo alle 8.45 e per il ritorno da Bari Centrale alle 18 con arrivo alle 20.45 a Potenza Centrale. Per il periodo estivo, si ipotizzava la partenza da Potenza Centrale alle 7.15 con arrivo a Bari Centrale alle 10 (anche con fermata pugliese a Ginosa ore 8.40). Il ritorno, con partenza da Bari Centrale alle 18 e arrivo a Potenza Centrale alle 20.45 (con fermata a Ginosa alle 19.25).
L’orario estivo, si legge sempre nella nota regionale, «era stato ipotizzato sulla scorta dei buoni dati di frequentazione che questo servizio aveva registrato nella passata stagione estiva, con punte anche di 120-130 passeggeri». Le fermate da prevedere in Basilicata del nuovo servizio ferroviario in andata e ritorno, sia in inverno che estate, erano indicate in quelle di Grassano, Ferrandina-scalo Matera, Pisticci, Metaponto».

Il «no» della Puglia Ma perché la sperimentazione non è mai stata portata avanti? Il dirigente riassume così lo stato dell’arte. «A fronte di una iniziale apertura, tuttavia, nonostante i ripetuti solleciti formali rivolti dall’Ufficio nel corso dell’anno 2018, la Regione Puglia non ha voluto dar seguito alla sperimentazione ritenendo di non rimodulare una coppia dei suoi servizi da Taranto a Bari».
«La questione - sottolinea il Dirigente - va quindi affrontata sul livello politico istituzionale, tenuto conto che la Regione Puglia, fruisce peraltro di servizio finanziati dalla Regione Basilicata (es. Frecciarossa da Taranto e treni regionali Potenza-Foggia, i quali effettuano fermate anche in territorio pugliese) senza peraltro anche su questi contribuire finanziariamente».
A questo punto come si procederà? La palla passa in mano alla politica. Si andrà al braccio di ferro tra le due Regioni mettendo in campo tutte le situazioni anche il Potenza-Foggia? Sarà l’assessore regionale Merra a prendere in mano la questione e decidere quale linea seguire nel confronto con la Regione Puglia.
«Una vicenda paradossale - sottolinea Davide Mecca - che sintetizza l’andazzo del “sistema Italia”, dove tra burocrazia e mala politica le vere vittime sono i pendolari lucani, quotidianamente vessati da disservizi di ogni genere, costretti a viaggiare in condizioni precarie su mezzi ormai storici».

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