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Petrolio lucano

Basilicata, la Regione tra Eni e Total per incassare circa 60 milioni

Due tavoli paralleli con le compagnie petrolifere

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Ad un passo dalla firma, ad un passo dalla ratifica ufficiale di accordi che potrebbero portare nelle casse regionale ben 60 milioni di euro. Viaggiano su binari diversi ma verso un unico traguardo le trattative che la Regione ha con le compagnie petrolifere Eni e Total. Viaggiano verso quel contributo economico che consentirebbe alla Regione di fronteggiare i tagli al bilancio registrati negli ultimi anni.
Due i tavoli che potrebbero consentire al governo regionale di incassare, in un colpo solo, ben 60 milioni di euro complessivi.

Il primo, ed il più sostanzioso, è quello legato alla «moral suasion» sull’indennizzo chiesto dal governo regionale per lo sversamento ed il mancato introito delle royalty a seguito della chiusura del Centro olio. In particolare, dopo un lungo braccio di ferro (ed una richiesta iniziale della Regione di 100 milioni di euro a cui la società aveva risposto con una controfferta iniziale di 30 milioni di euro) la trattativa sarebbe ad un passo dalla firma. L’accordo raggiunto vedrebbe un indennizzo da parte della compagnia di ben 48 milioni di euro. Soldi che - secondo l’accordo - sarebbero una sorta di risarcimento per il danno d’immagine scaturito dalla notizia dello sversamento nel terreno di sostanze inquinanti, dalla relativa chiusura del Cova e dai mancati introiti dovuti alle estrazioni. Insomma, un’indennizzo che metterebbe insieme più aspetti.
Definita la cifra, chiariti gli aspetti tecnico giuridici, alla firma dell’intesa manca solo il via libera del Consiglio di Amministrazione della società petrolifera e dell’amministratore delegato Eni Claudio Descalzi. Firma che il governo regione starebbe attendendo già da diverse settimane e che potrebbe arrivare, sempre che all’ultimo minuto la trattativa non salti, entro la fine dell’anno.

Se l’intesa dovesse essere ratificata, in ogni caso, i soldi incassati verrebbero utilizzati soprattutto per aumentare i controlli sul fronte ambientale nell’area della Val d’Agri, potenziando anche l’attività dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale.
Nella partita sul petrolio, però, non ci sono solo i 48 milioni di euro dell’Eni ma anche i 12 milioni di royalty che sono frutto dell’intesa raggiunta con la Total sull’estrazione di gas naturale. La vicenda che risale allo scorso mese di ottobre era nata dallo scontro istituzionale tra la presidente facente funzioni Flavia Franconi e l’assessore regionale all’ambiente, Francesco Pietrantuono su un’anticipazione dei fondi delle roylaty del gas da parte di Total. Anticipazione chiesta da Franconi e respinta da Pietrantuono a causa del mancato rispetto di alcune prescrizioni ambientali che stanno ritardando l’entrata in produzione del Centro olio. La questione, però, ora sarebbe superata. Con una mediazione capace di tenere insieme le diverse esigenze. La Total anticiperebbe sì parte delle royalty del gas naturale per una somma di 12 milioni di euro (che solitamente vengono pagate a fine anno) ma lo farebbe solo quando lo stabilimento entrerà in produzione ossia quando tutte le questioni ambientali saranno risolte. In ogni caso, si spesa, entro la fine del 2019.

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