Giovedì 21 Febbraio 2019 | 13:19

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oro nero

Regione Basilicata e Comune di Potenza fanno il pieno di petrolio e royalty

Produzione e proventi in forte aumento, grazie al prezzo del greggio

petrolio lucano

I soldi delle royalty sono arrivati e sono di nuovo tanti nelle casse di Stato, Regioni e Comuni. E lo saranno ancor più. Mai come negli ultimi dieci anni la produzione petrolifera nazionale, tirata da quella della Basilicata, si appresta a raggiungere livelli così alti. Più petrolio, più royalty e maggiori entrate per il territorio e il Paese. Sarà un vero e proprio boom dovuto, in primo luogo, alla ripresa delle attività estrattive dell’Eni in Val d’Agri, con un trend produttivo in crescita, in secondo luogo, all’ormai imminente avvio del giacimento della Total a Tempa Rossa.

A tirare la produzione e far lievitare le royalties il prezzo del greggio in ascesa. Una congiuntura economica favorevole che vede le fonti fossili in Basilicata in rilancio, dopo due anni difficili con 6 mesi complessivi di stop. E se il 2017, come ha rilevato Unione Petrolifera nell’assemblea annuale, è stato un anno di recupero per la produzione nazionale di idrocarburi, che è cresciuta del 2,2 per cento, dopo il crollo del 23 per cento del 2016, è la Basilicata, la regione protagonista del contesto produttivo italiano, con 2,9 milioni di tonnellate (+28 per cento), a far da traino contribuendo per oltre il 71 per cento alla produzione complessiva di greggio e a più del 23 per cento di quella di gas naturale (circa 1,3 miliardi di metri cubi, +28,4 per cento).

Ed è su queste produzioni che le compagnie petrolifere (Eni e Shell) hanno dovuto versare (ieri è stato l’ultimo giorno utile), le aliquote previste. Certo non sono ancora le cifre record degli ultimi anni, ma nelle casse della Regione Basilicata in base alle previsioni dovrebbe essere stata versata la somma di 76 milioni di euro, contro i 41,8 milioni di euro del 2017, ma comunque più vicina agli 87,8 del 2016. Casse piene anche per i Comuni dell’area estrattiva (Viggiano, Calvello, Grumento Nova, Marsico Nuovo, Marsicovetere, Montemurro) che secondo, le previsioni, vedrebbero le loro royalties arrivare a circa 12,2 milioni di euro, contro i 7,3 milioni di euro del 2017, ma un po’ più vicine ai 15,5 milioni del 2016.

Lievita anche il Fondo sviluppo economico e social card, che va direttamente nelle casse dello Stato, ma poi ritorna alla Basilicata per i progetti relativi, in una percentuale che supera l’80 per cento. Dai circa 19 milioni incassati nel 2017, secondo le stime, perché i fondi non sono stati ancora ripartiti tra le diverse regioni italiane interessate dalla estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi, si passerà a un importo che oscillerà all’incirca tra i 22-25 milioni di euro.

Ma i numeri saliranno in maniera esponenziale già dal prossimo anno con la Val d’Agri che continuerà a tirare la produzione, non solo di petrolio ma anche di gas, e con il graduale avvio (entro fine anno si legge nel programma lavori presentato al Ministero dello Sviluppo Economico dalla Total) di Tempa Rossa, che dovrebbe andare a regime con la produzione di 50mila barili al giorno. E allora anche Total, Shell e Mitsui dovranno versare le royalties sulle produzioni lucane.

Solo questione di tempi tecnici per la Total, ma soprattutto autorizzativi da parte di Mise e Regione. Testato l’impianto a gas si dovrebbe procedere con le prove di esercizio dell’intero Centro Olio di Corleto Perticara con l’effettiva produzione e lavorazione di greggio da uno dei sei pozzi perforati, il Gorgoglione 1, con piccole quantità via via crescenti. Ma la Regione frena sui tempi: «Non si partirà prima dell’approvazione del Piano di monitoraggio ambientale redatto dalla Total che dovrà essere validato prima da Arpab e Ispra e dal completamento del cosiddetto “punto zero”, il «progetto di baseline ambientale e socio-territoriale». Nessuna data certa. Non si pronuncia la Regione, ma neppure la Total. Mentre si avvicinano le elezioni regionali e il nuovo tesoretto di royalties (quello già in cassa e quello ben più consistente che arriverà nel 2019) sicuramente fa comodo per promesse e impegni elettorali futuri. Soldi da spalmare qua e là, come si è sempre fatto, nonostante i richiami della Corte dei Conti ad amministratori ed enti. Evitando accuratamente di dire che vengono dal petrolio e che le fonti fossili hanno ancora un peso importante sull’economia lucana e nazionale e che mai, fino ad oggi, sono stati estratti tanti idrocarburi dalle viscere della terra lucana, quanti ne saranno estratti nei prossimi anni.

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